Venerdì, 29 Maggio 2015 14:00

multe per autovelox: possibili ricorsi in mancanza di foto?

Il punto è: le sanzioni stabilite automaticamente in autostrada tramite gli autovelox o i tutor richiedono la foto come prova dell'infrazione? Una recente sentenza potrebbe dar adito a tanti ricorsi per l'emissione di verbali senza foto.

Il caso nasce da una recente sentenza del tribunale di Alessandria, che si presume originerà tanti ricorsi su multe per eccesso di velocità misurate con le "macchinette": il giudizio del giudice di pace piemontese diventerà verosimilmente un caso da citare a difesa di molti automobilisti che ritengano giusto fare ricorso contro multe automatiche senza invio della fotografia scattata al momento della presunta infrazione dei limiti di velocità.

E vediamo la sentenza cosa dice. La multa contestata nel caso esaminato dal giudice è stata annullata per mancanza di prove inconfutabili a suffragio della violazione: non c'era il fotogramma che certificava l'avvenuta infrazione. Quindi, sono state accolte in pieno le richieste dei legali Giuseppe Maria Gallo e Francesca Meus, che difendevano un rappresentante di una ditta genovese multato per eccesso di velocità mentre era bordo della macchina aziendale sull'A26 Genova Voltri - Gravellona Toce.

Piccola nota, il dispositivo elettronico che avrebbe accertato la violazione è collocato tra la diramazione A26–A7 all'altezza di Predosa e lo svincolo con la A10: è particolarmente "attivo", tant'è che ogni anno produce circa 7 mila verbali. Tutti da rifare?

Sentiamo anche l'opinione della Polstrada di Roma, ente che gestisce il sistema di tutor sulle autostrade italiane. Costui non si scompone affatto, e ricorda i paletti fissati dal garante della privacy  sull'uso delle foto.

Poi, il comandante provinciale Marina Listante e l'ispettore Claudio Sandrone, capo ufficio verbali e responsabile dei procedimenti amministrativi della stradale alessandrina, spiegano che "dopo una serie di contestazioni da parte dei cittadini che se le erano viste recapitare a casa insieme alla notifica, l'ente di tutela non solo ha vietato l'uso delle immagini che riprendono la parte frontale dell'auto ma ha stabilito che i fotogrammi registrati da strumentazioni come il tutor vengano messi agli atti e fossero visionabili solo su precisa richiesta del diretto interessato, nel comando di Polizia a lui più comodo, o inviate ai giudici in caso di ricorso".

E riguardo alla sentenza piemontese: "Le sentenze dei giudici di pace, proprio per il loro carattere di discrezionalità, sono relative al singolo caso e comunque la legge italiana non prevede l'analogia delle sentenze, come avviene invece, ad esempio, negli Stati Uniti".

Nulla di nuovo per la Polstrada, insomma: il cittadino deve continuare a pagare quanto la "macchinetta" stabilisce, senza che si adducano ogni volta le necessarie prove fotografiche. E' davvero così?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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