Martedì, 01 Novembre 2011 13:00

multe, bollette, tasse: per quanto tempo conservare le ricevute di pagamento?

A quanti è successo di ricevere l'avviso di pagamento di una multa di quattro anni prima, ovviamente con tutte le more del caso. E ricordare di averla già pagata, ma di non trovare più la ricevuta di pagamento? L'alternativa è avere una stanza in casa... dedicata ad archivio ricevute! Vediamo, caso per caso, quali sono i termini di legge per la conservazione delle ricevute prima che il relativo controllo di pagamento cada in prescrizione.

Meglio non rischiare di dover pagare due volte per lo stesso motivo (una multa, una bolletta, una tassa) solo perché abbiamo buttato via la ricevuta troppo presto ed il creditore, dopo aver fatto passare un po' di tempo, "ci prova" a richiederne il pagamento asserendo che non abbiamo a suo tempo pagato. In generale, è meglio sapere con certezza quando il credito cade in prescrizione, cioè dopo quanto tempo non si è più tenuti a dimostrare nulla e quindi a conservare tutte le ricevute. I termini di prescrizione sono fissati per legge e variano, come ovvio, a seconda del tipo di documento.

- bollette per consumo di acqua, luce, gas, telefono: 5 anni dalla data di scadenza

- abbonamento tv: 5 anni per legge, ma una sentenza del tribunale di Torino lo ha esteso a 10 anni. Meglio essere prudenti e tenere le ricevute per il termine più lungo (10 anni).

- bollettino ICI, oggi IMU: 5 anni dall’anno successivo a quello di pagamento.

- spese condominiali: 5 anni.

- tassa sulla nettezza urbana: fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata (tradotto: 5 anni).

- canone di affitto: 5 anni.

- rata del mutuo: 10 anni.

- cambiali varie: 3 anni.

- assicurazioni: 5 anni le polizze vita ai fini della detrazione IRPEF (se stipulate prima del 1/1/2001) e le polizze Long Term Care (quelle cosiddette "per non autosufficienza"), morte e invalidità permanente; 5 anni il premio RC auto (nel caso si sfrutti la detrazione della parte relativa al contributo al SSN)

- dichiarazione dei redditi e ricevute versamenti IRPEF: 5 anni a partire dall’anno successivo a quello della dichiarazione.

- estratto conto corrente: 10 anni.

- bollo auto: 3 anni dalla data di scadenza (una sentenza della Cassazione ha prorogato il termine di 4 mesi): per prudenza è meglio conservarlo per 4 anni.

- multe stradali: 5 anni.

In media, occorre avere a casa un archivio che raccolga, in modo ordinato, ben cinque anni di storia tributaria. Altrimenti il creditore, spesso lo Stato con la famigerata EQUITALIA, se per propri errori interni non trova riscontro dell'effettuato pagamento... ce lo richiede. Dando per scontato - nel suo dubbio - che siamo noi che non abbiamo pagato. E ci calcola anche la mora...

 

FONTE: http://www.altroconsumo.it

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