Mercoledì, 06 Marzo 2013 13:00

Movimento 5 Stelle: tutto vero o solo un sacco di balle?

Ha fatto sicuramente effetto leggere, un po' dappertutto, gli slogan del movimento dei grillini. Rinuncia a buona parte dello stipendio, ai rimborsi elettorali e via dicendo. Ma davvero i soldi tornano indietro al mittente (lo Stato) o è solo una restituzione fittizia tanto per farsi belli? Chiediamocelo. E leggiamo la risposta.

Tanti elettori delusi dalla vecchia politica, Prima o Seconda Repubblica che sia, hanno votato i grillini attratti dai loro vigorosi slogan che suonano come incredibili: quando mai i politici hanno davvero restituito i tanti soldi loro stessi hanno deciso di attribuirsi? Andiamo per ordine.

I consiglieri regionali M5S dicono di essersi tagliati lo stipendio. Non è completamente vero, anche perché non possono farlo: possono invece - ed è questo che fanno - lasciare a disposizione di un "conto progetto" la parte eccedente i 2.500 euro mensili. E questo conto restituisce tutto ai contribuenti? Macché: i fondi vanno per pagare le spese legali ai No Tav, oppure per acquistare maschere anti-gas e borse di canapa, rimborsare i pranzi dei componenti dello staff del gruppo consiliare, ed anche per il “Restitution day”, che in realtà serve a finanziare “progetti a 5 Stelle”, ossia amici e amici degli amici.

Gli stessi dicono poi di rinunciare ai soldi pubblici: altra fandonia: i gruppi consiliari, in Piemonte, Emilia Romagna e Sicilia, usufruiscono dei contributi relativi. Certo, sono etichettate come spese di cancelleria, ma in pratica vanno a pagare gli stipendi agli staffisti e finanziare volantini, cartoline e iniziative No Tav nonché il giornaletto di partito. Anche qui, il contribuente non rivede un euro.

Ancora, dicono di aver rinunciato a benefit e diaria. Stessa storia: in realtà si sono decurtati solo una parte dell’indennità, seguendo però la stessa logica dei consiglieri regionali.

Poi, si dice che il Movimento rinunci ai rimborsi elettorali. Peccato che non ne ha diritto: secondo la in virtù della Legge n.96 del 6 luglio 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2012, recante "norme in materia della riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei medesimi. Delega al governo per l’adozione di un testo unico delle leggi concernenti il finanziamento dei partiti e dei movimenti politici e per l’armonizzazione del regime relativo alle detrazioni fiscali”. In dettaglio, l’articolo 5 parla chiaro: il Movimento 5 Stelle non ha uno statuto , e quindi non gli compete alcun rimborso. Ma altra cosa è dire che gli spettano e ci rinuncia.

Cominciamo male: giovani dalla dubbia competenza, dal più disparato background professionale e per di più millantatori di slogan farlocchi. Da un lato viene da dar loro fiducia, dall'altro viene da pensare che sia tutto un inganno e che, come si diceva ne "Il Gattopardo", assistiamo allo spettacolo in cui cambia tutto.. per non cambiar nulla. Ce ne accorgeremo presto.

 

FONTE: http://www.qelsi.it

Letto 1206 volte