Venerdì, 28 Dicembre 2012 17:21

Monti e la Chiesa: reciproci appoggi

E' di questi giorni la notizia dell'appoggio della Chiesa a Monti, ormai ex premier in cerca di nuove sfide politiche. Colpisce molti notare che l'appoggio è reciproco: anche Monti, infatti, nel suo ultimo atto - la legge di stabilità - ha ben pensato a donare un congruo importo di denari - pubblici, ovvio - ad ospedali della Chiesa. Mentre gli ospedali pubblici sono in bancarotta causa tagli ai bilanci.

A quanto si legge, Monti vuole un gran bene alla Chiesa. Molto è stato scritto sulla questione IMU e Chiesa, in sintesi il fatto che la Chiesa dal 2006 ad oggi non pagherà un soldo di ICI (poi IMU) per i tanti immobili adibiti ad utilizzo commerciale (affittati o utilizzati come ospedali, scuole, uffici ecc.). E si parla di una valanga di soldi. Ma non è tutto.

C'è dell'altro, infatti. Il professore ha destinato alla Curia alcuni "spiccioli" del maxi emendamento alla natalizia legge di stabilità: ben 17 milioni di euro di aiuti a due istituti assai cari ai porporati: 5 milioni di euro all'ospedale Gaslini di Genova (Angelo Bagnasco) e 12 milioni di euro al Bambin Gesù di Roma (Tarcisio Bertone).

Certo, in tempi di tagli con la mannaia alla sanità, mentre quotidianamente il popolo dei malati avverte le ulteriori inefficienze del sistema sanitario dovute alle recenti strette di bilancio, questi aiuti solidali con fiumi di denaro pubblico fanno riflettere. Con tutto il rispetto per l'opera svolta dagli ospedali della Chiesa, beninteso.

Insomma, è difficile non notare lo scambio di cortesie e favori tra il "quasi ex" premier e la Chiesa - tanto il governo paga sulla pelle dei contribuenti - e ben si spiega come mai la Santa Sede, che tradizionalmente dovrebbe essere esente da colori politici,  si schieri apertamente con il capo dell'attuale governo, uscente ma in odore di fondare una propria forza politica. Un appoggio molto, molto utile di qui alle elezioni.

Tanto per la cronaca, negli ultimi 10 mesi Papa Benedetto XVI ha ricevuto Monti ben 7 volte: un piccolo record, segno che il dialogo tra governo italiano e San Pietro non è stato mai così solido. Magari si è parlato di prospettive economiche e politiche per il futuro più per di disposizione dell'anima: l'importante è che in caso di un bis di Monti, questi si impegni di più sulle delicate questioni etiche, chiudendo la porta a Nichi Vendola e alle istanze della sinistra.

 

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it

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