Venerdì, 03 Giugno 2016 16:30

modello 730 precompilato 2016: gli errori da evitare nella compilazione

Una rapida ma utile carrellata degli errori più comuni nella compilazione del 730 precompilato 2016.

La dichiarazione dei redditi tramite modello 730, ancorché semplificato e precompilato dall'Agenzia delle Entrate, senza la dovuta attenzione da parte del contribuente è potenzialmente fonte di errori e quindi di sanzioni a carico dello stesso contribuente. Vediamo quindi gli errori che più tipicamente si commettono - tutti passibili di pesanti sanzioni - e soprattutto come evitare di incorrervi.

Errore uno, i familiari a carico. Tipicamente si considera familiare a carico - e si usufruisce delle detrazioni forfettarie connesse alle spese detraibili per tali familiari - anche se questi nel corso dell'anno di imposta ha ottenuto un reddito lordo complessivo superiore a 2840,51 euro. La detrazione, invece, spetta solo per familiare a carico con reddito più basso di tale limite, quindi un errore del genere potrebbe causare il ricalcolo dell'imposta minore versata (in quanto è stata indebitamente applicata l'indebita detrazione) e potrebbe essere applicato il relativo conguaglio, con sanzioni ed interessi. Morale, è bene, prima di considerare figli o parenti a carico, verificare che il loro reddito nell'anno di imposta non superi tale limite.

Errore due, le spese d'istruzione. Come sappiamo tra le detrazioni per le spese di istruzione da quest'anno è possibile includere anche le spese di frequenza per il primo e secondo ciclo di istruzione - ossia, dall'asilo nido alla scuola superiore si possono detrarre le spese per la frequenza di ogni ciclo scolastico, ivi comprese le spese sostenute per la refezione scolastica, fino ad un tetto massimo di 400 euro per ogni studente. Attenzione: se il contribuente dimentica di rappresentare le spese sostenute per la frequenza scolastica, comprese le spese per la mensa, perde automaticamente la possibilità di usufruire delle detrazioni ad esse collegate. Morale, è bene ricontrollare tutte le spese sostenute per l'istruzione dei propri figli e di tutti i familiari a carico prima di inviare il 730 precompilato all'Agenzia delle Entrate, dopo sarebbe troppo tardi.

Errore tre, il cambio di lavoro. Se durante l'anno di imposta il contribuente cambi lavoro, deve prontamente informare l'ultimo datore di lavoro riguardo i redditi da lavoro percepiti nel corso dell'anno per altri datori di lavoro. Infatti, l'ultimo datore di lavoro ha il compito di procedere al conguaglio in busta paga delle somme percepite nell'anno di imposta (e quindi il contribuente glieli deve dire). Nel caso invece se ne dimentichi, e quindi i redditi non siano sommati, il contribuente potrebbe ricevere a proprio carico l'applicazione di aliquote IRPEF più basse, beneficiando indebitamente di detrazioni più alte che appunto non gli spetterebbero. La conseguenza è la solita: conguaglio, sanzioni, interessi.

Errore quattro, le proprietà immobiliari. Come negli altri modelli, anche nella compilazione del 730 precompilato occorre comunicare ogni proprietà immobiliare posseduta, comprese quelle mobiliari e immobiliari detenute all'estero - per queste si è soggetti all’IVIE e/o agli obblighi di compilazione del quadro RW. Altrimenti, se ce ne dimentichiamo, ancora una volta si corre il rischio di incorrere in pesanti sanzione. Tanto per capirci, per la semplice dimenticanza di compilazione dello specifico quadro RW le relative sanzioni possono arrivare prepotentemente anche quando non ci siano redditi da dichiarare.

Errore cinque, i redditi di locazione. Oltre alla situazione immobiliare, se del caso vanno comunicati da parte del contribuente anche i redditi da locazione dei fabbricati abitativi per canoni non percepiti in mancanza della convalida dello sfratto al momento della compilazione del 730. Attenzione: fino a quando non si è in possesso della convalida di sfratto si è tenuti a dichiarare anche i canoni di locazione non percepiti dall'affittuario, in quanto se l'Agenzia delle Entrate procedesse ad un accertamento si rischierebbe di essere inseriti nella lista degli affitti in nero, con la ormai nota conseguenza: conguagli di tasse, relative sanzioni e interessi.

Errore sei, i crediti di imposta. Analogamente alle detrazioni relative alle spese di istruzione, anche in caso di mancata comunicazione dell'utilizzo dei crediti di imposta per l'anno precedente a compensazione di altri tributi, e non richiesti a rimborso, il rischio è di perdere il beneficio fiscale.

Errore sette: la cedolare secca. Attenzione a non dimenticarsi di indicare nella dichiarazione dei redditi l'esercizio dell'opzione della cedolare secca sulla locazione di un proprio fabbricato: in caso contrario si rischierebbe di perdere il beneficio ad essa collegato. Allo stersso modo il beneficio verrebbe perso se ci si dimenticasse di segnalare il codice di locazione agevolata per il quale si ha diritto alla riduzione dell'aliquota nel caso di cedolare secca. Col rischio di pagare imposte maggiori a quelle realmente dovute.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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