Venerdì, 24 Febbraio 2017 12:00

militari pendolari romani: addirittura discriminati

Una voce all'altoparlante del treno dei pendolari Roma - Cassino invita i militari - non paganti il biglietto in virtù di un'apposita convenzione con TRENITALIA - ad alzarsi per far posto agli utenti paganti. Eppure con la presenza di militari in viaggio TRENITALIA ottiene un servizio gratuito di sicurezza.

Son durate poco le buone notizie citate in questo articolo: ritornano le polemiche sui diritti e doveri dei militari.

Ormai da alcuni giorni a bordo del treno per la tratta Roma - Cassino, tipico percorso mattutino e serale dei pendolari provenienti dal sud del Lazio ed operanti nella Capitale, lo speaker del treno invita in modo assolutamente auutoritario i militari in divisa ad alzarsi per lasciare libero il posto e fruibile da parrte dei viaggiatori titolari di biglietti.

Il punto è che il militare non è pagante - gode di un abbonamento gratuito per servizio - e quindi è invitato a cedere il posto a chi, invece, paga.La gratuità del titolo di viaggio per i militari occorre in virtù di un apposito accordo di servizio tra TRENITALIA Lazio ed il Ministero della Difesa: è pertanto concessa ai militari che viaggiano in uniforme la gratuità del titolo di viaggio allo scopo di garantire sui treni maggiore sicurezza, considerato l'evidente effetto deterrente dato proprio dalla vista dell'uniforme con le stellette, oltretutto simbolo dello Stato.

Insomma: si tratta di uno scambio equo - servizio di sicurezza in cambio di gratuità del titolo di viaggio - e non di un 'regalo' concesso ai militari, come fossero appartenenti a chissà quale casta di privilegiati (immaginate invece a chi ci si potrebbe riferire in tali termini).

Vale la pena sottolineare come il militare in questione - ovviamente di medio o basso rango, certo non un altissimo dirigente - nella veste di deterrente per eventuali tafferugli o follie di eventuali facinorosi viaggianti sul treno, rischia per ciò quotidianamente la propria pelle, al prezzo di una manciata di spiccioli per un biglietto di una tratta locale. Mentre un servizio del genere - come nel caso dei tanti 'vigilantes' privati assoldati ad esempio per le tratte della metropolitana di Roma - viene pagato ben di più: ecco dove sta la convenienza per TRENITALIA, altro che regali ai militari in divisa.

Oltretutto, fatto ancor più rilevante è che i militari lamentano la non conoscienza di tale norma - nel testo della convenzione non è scritto che il militare debba viaggiare in piedi - e quindi di fronte all'annuncio 'populorum' si sentono a dir poco discriminati e vessati come pendolari non paganti.

Eppure, come detto, l'accordo in questione lo hanno voluto proprio dalla regione Lazio per garantire la sicurezza a tutti.

In finale, i militari chiedono le scuse ufficiali di TRENITALIA - che verosimilmente non arriveranno - perché con quell'annuncio infelice ci si rivolge a dei servitori del comune Stato e non a "pendolari a sbafo".

Addirittura, molti militari si dichiarano sul punto di rinunciare alla gratuità del titolo di viaggio, e sono disposti a pagare un regolare abbonamento proprio per sentirsi pendolari come tutti: si alzano di mattina presto e tornano tardi, come gli altri, anche se in divisa.

 

FONTE: http://www.difesaonline.it

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