Martedì, 15 Marzo 2016 12:00

Microsoft non accetta più i Bitcoin per i pagamenti online

La più nota valuta elettronica al mondo, il Bitcoin, non è più accettata come metodo di pagamento per effettuare acquisti nei negozi virtuali di Windows 10. Un bel passo indiero per il colosso di Redmond.

Il gigante del software, Microsoft, fa inaspettatamente marcia indietro sulla questione degli acquisti online con il Bitcoin. con l'avvento della nuova versione di WIndows, la 10, la controversa criptovaluta non viene più accettata come metodo di pagamento per fare acquisti nei negozi virtuali del sistema operativo. Questo cambio di rotta è evidenziato nelle FAQ (Frequently Asked Questions) di Windows 10, in cui si legge che gli utenti non potranno più versare i bitcoin sul proprio conto personale ma solo spendere, evidentemente fino ad esaurimento, quelli precedentemente depositati. 

Un bel voltagabbana: la Microsoft a suo tempo, esattamente a fine 2014, aveva aperto le porte alla criptovaluta. Tanto che l'evento fu annunciato all’epoca da Eric Lockard, vicepresidente di Universal Store di Microsoft: "L'uso di valute digitali come il Bitcoin sta crescendo. Ci aspettiamo che la crescita continui, e permettere ai clienti di usare i bitcoin per gli acquisti ci consente di sfruttare il trend". Insomma, pensavano che il Bitcoin fosse un cavallo vincente e, da buoni speculatori, volevano cavalcarlo per bene. E allora, perché il ripensamento?

Diciamo che alla base del cambio di rotta potrebbe esserci la scarsa adozione dei Bitcoin da parte dei clienti. Insomma, dopo l'entusiasmo iniziale per Microsoft questo cavallo non è poi così vincente o per lo meno ha ancora troppe aree di dubbio. Ricordiamo ad esempio che la criptovaluta, lanciata nel 2009 da un informatico conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, si basa su transazioni criptate completamente anonime, non viene gestita da alcuna banca e il suo valore dipende dalla fiducia dei suoi investitori. Dopo un esordio a dir poco col botto (era arrivata a valere circa 1200 dollari), non si è ancora rivelata la rivoluzione nei pagamenti tanto auspicata.

Soprattutto, data la non tracciabilità, quello che presumibilmente preoccupa il gigante dei software è che il Bitcoin è stato spesso coinvolto in diverse attività illecite tra cui il riciclaggio: si è anche ipotizzato che l’ISIS usi i bitcoin per spostare fondi e finanziarie le proprie attività.

 

FONTE: https://www.lastampa.it

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