Giovedì, 27 Settembre 2012 14:00

mercato immobiliare: dalla bolla alla crisi

Negli anni scorsi abbiamo imparato a convivere con la bolla immobiliare: prezzi in aumento indiscriminato. Oggi invece dobbiamo abituarci a convivere con un ristagno delle vendite immobiliari. Ma perché? Semplice: domanda e offerta non si incontrano. Il mercato - riflesso della domanda - tende al ribasso cronico. Ma i proprietari non vogliono ascoltare. Così nessuno vende, e nessuno acquista.

I dati disponibili sul sito dell'Agenzia del Territorio parlano chiaro: in Italia le compravendite immobiliari nel secondo trimestre 2012 hanno segnato una flessione del 24,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Oltretutto, ciò si aggiunge al calo del 17,8% rilevato nel periodo compreso tra gennaio 2012 e marzo 2012. Sono numeri da crisi del mercato immobiliare: un'enorme, ingestibile quantità di immobili invenduti. Ci se ne accorge facendo due passi in giro in città: ogni giorno spuntano nuovi cartelli "VENDESI". E quelli che c'erano già... sono ancora lì!

Sì, ma perché? In generale, di fronte al crollo del mercato di riferimento qualsiasi gestore del bene in vendita saprebbe di dover abbassare i prezzi adeguandoli al nuovo dato di mercato. Così funziona, sempre. Tranne per il mercato immobiliare italiano, dove il venditore - in modo assolutamente controcorrente e di fatto irrazionale - vuole tener duro e non abbassa il prezzo. Forse non ne è completamente conscio, ma così la casa se la tiene.

Parlano i numeri. A fronte di una contrazione delle vendite di oltre 24 punti, abbiamo un calo dei prezzi che, nella migliore delle ipotesi, arriva al 2%. Domanda ed offerta, non si parlano proprio: le case non si vendono perché i prezzi non calano, e chi non vende comunque se ne infischia che i prezzi calino ancora. Però così tutto rimane sospeso in una sorta di limbo che, tradotto in numeri, ha significato una perdita di 10 mld da parte del mercato in un solo anno. Dal nord al sud il film è lo stesso. In dettaglio, al primo posto nella classifica delle perdite c'è Palermo - in calo del 27% -  ed il secondo posto al mercato milanese - in calo del 26,2%. E' sempre impressionante il divario tra calo delle vendite e calo dei prezzi: a Palermo i prezzi sono calati solo del 2,1%. A Roma, invece, i prezzi sono addirittura aumentati dello 0,4%. Surreale.

Ma davvero sono tutti impazziti? Davvero nessuno scoge i segnali del mercato e vuole piegarsi all'ineluttabile calo? Secondo gli analisti gli acquirenti non comprano perché convinti di un inevitabile e vero calo dei prezzi: quello di oggi è solo "l'antipasto". Mentre i venditori sono mediamente convinti in una ripresa del mercato, e quindi di tornare ai "vecchi fasti". Staremo a vedere. Fatto asta che oggi comprare casa a questi prezzi è divenuto impossibile.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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