Venerdì, 04 Luglio 2014 20:02

Mare Nostrum, le cifre di una vergogna europea

Gli sbarchi costano almeno 9 milioni di euro al mese. L'Europa contribuisce a questi oneri con circa 9 milioni di euro l'anno. Numeri alla mano, è chiaro che il problema per cui l'Italia si è impegnata è molto poco sentito come una questione europea.

L'operazione "Mare Nostrum" è stata voluta dal ministro degli Interni Angelino Alfano, nell’ottobre dello scorso anno, con il consenso ovviamente dell'allora presidente del Consiglio, Enrico Letta.

I risultati sono sulle pagine dei giornali e sui telegiornali di tutte le emittenti nazionali: dall'inizio dell'anno, avventurandosi per il mare in modo a dir poco tragico sono arrivati in Italia dall'inizio dell'anno circa 61 mila e 500 emigranti, ovviamente clandestini, prontamente accolti dall'Italia nei modi magari anche migliorabili, ma sicuramente in maniera unica rispetto al panorama europeo di totale disinteresse.

Ebbene, l'operazione in questione - in generale il soccorso in mare, in dettaglio il recupero dei profughi a bordo di carrette del mare, stipati in condizioni disumane - obbliga la Marina Militare Italiana a trainare le imbarcazioni di immigrati fino alle coste del nostro Paese, quasi sempre sconfinando in acque internazionali - in altre parole, uscendo dai propri obblighi di soccorso in acque nazionali - una volta avvertiti della posizione dell'imbarcazione. Insomma, la "croce azzurra" interviene laddove è dovere di tutti i paesi costieri della zona - un esempio per tutti, Malta. Oltretutto, il nome "Mare Nostrum" appare a dir poco inesatto.

Il Viminale stesso stima che entro l'anno il numero di arrivi salirà ulteriormente - certo, l'estate non è finita - fino a 100 mila disperati sbarcati sulle coste italiane ed in cerca di un destino migliore di quello che gli assicurava il paese d'origine. Un numero allucinante, se si pensa che nel 2009 i clandestini arrivati sui barconi in Italia erano stati meno di 9000, e nel 2010 addirittura non più di 4.400. Segno evidente che il fenomeno è in forte crescita, e che la situazione starebbe sfuggendo di mano a chi dovrebbe gestirla, o sta malamente tentando di farlo.

Veniamo ai costi dell'operazione "Mare Nostrum". Perchè, una volta pianti i tanti morti in mare nel tentativo di raggiungere l'agognata costa italiana, emerge prepotentemente il problema di tipo finanziario e logistico. Non solo non si sa più in quali centri accogliere i disperati - quelli in Sicilia sono strapieni e già i presenti sono fuori controllo - ma se il ministro Alfano aveva calcolato in 1,5 milioni di euro al mese il costo dell’operazione, i dati reali ci indicano una situazione molto più onerosa: ogni mese, l'Italia spende sicuramente più di 9 milioni, forse addirittura 9,5 milioni di euro per l'accoglienza dei clandestini, pari a 114 milioni all'anno di soldi pubblici spesi per soccorrere ed assistere i profughi.

E l'Europa cosa fa? Avendo ben note le suddette cifre di costo, la Comunità Europea contribuisce all'impresa con soli 9 milioni di euro per l'intero anno: neanche l'8 per cento di quanto gli italiani contribuenti tirano fuori. La questione, visibilmente, continua a non interessare Bruxelles: sembra una beffa, ma è prontamente intervenuta, su pressione chiaramente tedesca, a ribadire la richiesta che i clandestini non possano uscire fuori dai confini dello Stato che li accoglie. Come dire, pagati le spese e tienteli pure stretti: chi sbarca in Italia deve rimanere nel nostro Paese. Aspetto che, beninteso, non è certo l'obiettivo degli immigrati, tipicamente interessati a lasciare l'Italia per i Paesi del nord Europa come appunto la Germania.

Al contrario, il governo italiano chiede una equa redistribuzione dei profughi tra i 28 membri dell'Unione. Tutto inutile, però: nel quadro del dibattito sul semestre europeo guidato da Matteo Renzi, la questione degli sbarchi sembra che non sia stata nemmeno messa in agenda o presa in considerazione dai partner europei. Il tema viene trattato solo marginalmente, quando si affronta l'EUROSUR, il sistema di sorveglianza delle frontiere attraverso l'impiego  di tecnologia integrata e satellitare.

Mentre l'UNHCR - United Nations High Commissioner for Refugees - secondo le parole del portavoce per il Sud Europa, Carlotta Sami, pensa che l'accoglienza dei profughi per l'Italia sia un "obbligo morale": chi parla di buonismo, secondo l'alto commissariato, non sa quello che dice, perché è la Convenzione di Ginevra ad imporre di accogliere tutti i rifugiati. Oltretuttto "Mare Nostrum" ha consentito di intercettare gli scafisti, coloro che lucrano dalle tragedie umane.

Tutto corretto quello che dice l'ONU, certo, ma rimangono parole: i fatti sono gli aiuti economici dell'Europa, che nella loro scarsezza testimoniano come un paese finanziariamente al collasso - l'Italia - è lasciato solo di un problema di portata globale sia in termini economici che di sicurezza.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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