Venerdì, 25 Luglio 2014 17:19

manovra da 20 miliardi imminente: prelievo forzoso e arrivo della Troika

I numeri dicono che l'economia italiana non è assolutamente in ripresa. I numeri dicono anche che per mantenere i termini di stabilità verso l'Europa Renzi deve recuperare molti, molti soldi. Qualcuno ben informato come il direttore del Corriere della Sera ha fatto uno più uno, e quindi afferma che ci aspetta a breve una manovra da 20 miliardi, coincidente con un sostanzioso prelievo forzoso. E saremo alla mercè della Troika.

Nell'intervista di ieri a La7, Renzi ha ammesso che le cose non stanno andando proprio bene per l'economia nostrana: secondo il premier, infatti, sarà difficile centrare l'obiettivo di crescita del governo dello 0,8% per quest'anno. Oltretutto, quasi a battuta, il giovane capo del governo ha aggiunto che una crescita dello 0,4%, 0,8% o dell'1,5% sarebbe in tutti i casi poca roba, visto che nulla cambierebbe nella vita ordinaria delle persone.

Allucinante ammissione a soli setta anni dal 2007, quando il PIL era del 9% più alto di quello odierno - e non eravamo certo tutti ricchi, diciamo che stavamo bene ma ancora non lo sapevamo. Oggi la disoccupazione globale è prossima al 13%, e quindi in queste condizioni ha ragione Renzi quando dice che una crescita zero o una dell'1,5% sono di fatto la stessa cosa.

D'altronde, il Fondo Monetario Internazionale stima la crescita italiana a non più dello 0,3%. Per Bankitalia e Confindustria andremo non oltre lo 0,2%. E l'ISTAT aggiunge che la ripresa non c'è stata neanche nel secondo trimestre.

Ed ovviamente, tutti gli analisti concordano sulla necessità di una manovra correttiva, molto incisiva, a settembre: per JP Morgan e Mediobanca sarà dell'ordine di 20 miliardi di euro. Una stangata, insomma.

Si dice che il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, stia pensando a un prelievo sugli assegni pensionistici oltre i 3 mila euro all'anno. Strano perchè finora non si riuscito a (o non si è voluto?) toccare le tasche dei pensionati d'oro, cioè i "furbetti" che percepiscono assegni mensili spropositati rispetto ai contributi versati.

Ed arriviamo alle previsioni di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, confidate privatamente e subito rese pubbliche dai principali organi di stampa. Il direttore, che avrebbe definito Matteo Renzi "la rovina d'Italia", pensa che il governo sarà costretto a varare tra settembre ed ottobre una manovra da 20 miliardi di euro, che sarebbe in arrivo un prelievo forzoso e che poco dopo arriverà la Troika (l'Unione Europea di Van Rompuy, la Banca Centrale Europea di Draghi ed il Fondo Monetario Internazionale di Lagarde). Dello stesso avviso è il banchiere Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa - Sanpaolo, oltreché azionista in RCS, il gruppo editoriale che controlla il Corriere della Sera.

Certo, è solo la sua opinione. Peccato che stiamo parlando non solo del numero uno del principale quotidiano italiano, bensì di colui che gestisce l'organo di informazione dei salotti buoni italiani, che ha perfetta percezione di cosa pensi la finanza nazionale e internazionale. Insomma, la sua opinione conta, eccome: Se arriva ad affermare quanto detto significa che verosimilmente ha informazioni che lo spingono a esternare simili frasi.

Oltretutto, Renzi è isolato in Europa: Il governatore della BCE, Mario Draghi, lo ha attaccato già più volte, anche se indirettamente, a conferma che negli ambienti finanziari internazionali si starebbe ipotizzando un prossimo attacco dei mercati contro l'Italia, ad oggi l’unica economia in Europa a non mostrare segnali di ripresa e di miglioramento e, insieme alla Francia, l'unico paese a non avere attuato le riforme auspicate.

Il premier, dal canto suo, minaccia di andare ad elezioni anticipate se non passassero le riforme istituzionali da lui desiderate: ciò potrebbe essere la spia della paura di dovere affrontare una nuova crisi finanziaria, che stavolta sarebbe disastrosasu un'economia nazionale già oltremodo collassata. il governo tutto nei prossimi mesi rischia una fortissima impopolarità, un destino simile a quello che toccò nel novembre del 2011 all'avversario(o alleato?) Silvio Berlusconi, quando uscì da Palazzo Chigi travolto dai fischi. Ricordando che allora l'economia italiana si trovava in uno stato che oggi definiremmo invidiabile.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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