Martedì, 18 Luglio 2017 08:36

in malattia durante le vacanze: come comportarsi

Può succedere che, in periodo di ferie - soprattutto d'estate - ci si ammali e quindi si debba certificare, magari da un paradiso tropicale, l'interruzione delle ferie per malattia. Vediamo come comportarsi.

Riprendiamo, dopo questo articolo, il discorso sulle comunicazioni del lavoratore verso il datore di lavoro in caso di malattia.

Sappiamo già che il lavoratore dipendente da tempo non è più obbligato, in caso di malattia, ad inviare il certificato medico all’INPS ed al datore di lavoro in via cartacea con raccomandata: ormai funziona benissimo ed è di norma l’invio telematico direttamente da parte del medico curante, che quindi accerta la malattia e predispone autonomamente la comunicazione, senza che il lavoratore malato debba far più altro. In realtà, l’obbligo di invio in forma cartacea resta solo come alternativa all'invio telematico, ossia quando quest'ultimo non è possibile.

Ricordiamo ancora che è al vaglio del legislatore la proposta di cambiamento della normativa in vigore per cui nei primi tre giorni di malattia è sufficiente l'autocertificazione. Ricordiamo inoltre che il lavoratore è sempre e comunque tenuto ad avvisare il datore della malattia - in modo, evidentemente, da predisporre il carico di lavoro dell'assente a qualcun altro. Tale avviso deve avvenire entro il tempo massimo, al presunto orario di lavoro, di 4 ore (salvo diversamente specificato nel contratto di lavoro). Ancora, nel certificato medico comunicato dal medico curante devono essere chiaramente specificate diagnosi e prognosi della malattia nonché l’indirizzo al quale il lavoratore si rende disponibile per la visita fiscale.

Premesso tutto ciò, parliamo di un caso particolare: siamo in vacanza all'estero e sopraggiunge la malattia - peraltro non inusuale in certi Paesi di diverse abitudini ad esempio alimentari. Ebbene, se ci si trova in un Paese dell’Unione Europea o comunque in regime convenzionato con l’Italia, occorre presentare il certificato medico del medico curante - chiaramente del posto - all’istituzione estera competente per materia, entro tre giorni dal verificarsi della malattia. Sarà verosimilmente richiesta anche l’esibizione della tessera europea di assicurazione per malattia.

A quel punto, sarà l’istituzione interessata a dover trasmettere la certificazione all’INPS, allegando magari gli eventuali esiti degli accertamenti sanitari. A questo punto, tale certificazione è di fatto equiparata al certificato medico in Italia, senza quindi bisogno di eventuale traduzione - a meno che non espressamente richiesto dal Paese in questione.

Se, diversamente, al momento in cui insorge la malattia il lavoratore si trova in uno Stato non comunitario e comunque non convenzionato con il Belpaese, non potremo inviare semplicemente la certificazione medica all’INPS per via telematica ma bisognerà presentare il certificato alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana presente nel territorio, la quale provvederà all’invio all'INPS.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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