Sabato, 16 Settembre 2017 12:00

licenziare una lavoratrice in aspettativa per maternità

Sappiamo che il licenziamento collettivo colpisce come una mannaia quando meno te lo aspetti: si tratta di una procedura di emergenza aziendale, nulla di personale verso un lavoratore specifico. Ma si può licenziare anche una lavoratrice che, in quel periodo, è in aspettativa per maternità?

Riprendiamo, dopo questo articolo, il discorso sui diritti delle lavoratrici in maternità.

La domanda è semplice: può una donna incinta, che sta usufruendo regolarmente del congedo di maternità, essere durante tale periodo licenziata? Verrebbe da dire 'assolutamente no', quantomeno in generale ed in assenza di aggravanti specifiche.

Sembra impossibile, quindi, che tale eventualità si realizzi. Invece no: mentre non sta lavorando, per i motivi suddetti, il suo nome potrebbe ad esempio comparire nell’elenco dei lavoratori mandati a casa attraverso la procedura di licenziamento collettivo - eventualità collegata al contestuale ridimensionamento del personale dell'azienda per cui si lavora.

Non è un caso accademico: è proprio quello che è capitato ad una signora spagnola che lavorava per il gruppo bancario Bankia. La quale, buon per lei, non si è data per vinta ma è ricorsa, per far valere i propri diritti, addirittura alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

In tale contesto, l’avvocato generale Eleanor Sharpston, chiamato a dare il proprio giudizio in attesa della sentenza finale del caso, ha subito dato ragione alla ricorrente, richiamando innanzitutto la direttiva 92/85 che tutela le lavoratrici per l'appunto 'nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il termine del congedo di maternità'.

E' un periodo assolutamente intoccabile per la lavoratrice in maternità, secondo la legge: in tale arco temporale, si legge nella valutazione del giudice, il licenziamento della donna incinta è ammesso soltanto in casi assolutamente eccezionali. Ed il caso del licenziamento collettivo non può certo rientrare in tale casistica.

Insomma, in caso di licenziamento collettivo, bisogna valutare attentamente ogni singolo caso e fattispecie: bisogna innanzitutto verificare che nel caso specifico non sussista alcuna'plausibile possibilità' di riassegnare la lavoratrice in maternità ad un’altra mansione, invece che licenziarla.

Insomma, per quanto riguarda il caso specifico della lavoratrice spagnola, la parola finale passa ora ai giudici che, per tutto quanto premesso, avranno il difficile compito di verificare che effettivamente non via nessuna soluzione alternativa al licenziamento della donna incinta, neppure considerando un cambio di mansioni. Svanita ogni possibilità in tal senso, e solo allora, potranno validare la decisione di licenziare la dipendente.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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