Domenica, 24 Gennaio 2016 19:24

licenziamenti degli statali inoperosi: praticamente nulli

Abbiamo letto delle manovre del governo per sradicare il fenomeno dei "furbetti del cartellino". E quindi ci poniamo la domanda: ma davvero gli statali improduttivi o peggio vengono licenziati?

In teoria, il governo promette di adottare il pugno di ferro, con misure appena varate che dovrebbero portare ai licenziamenti lampo dei furbetti del cartellino.

Intanto, il ministero della funzione pubblica ha aggiornato all'anno 2014 i suoi dati sui procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Infatti, dando un'occhiata alle suddette tabelle, si scopre che i licenziamenti sono leggermente cresciuti nel 2014, raggiungendo la quota di 227, contro i 219 del 2013. Ed appunto, circa un terzo, ovvero 84 persone, sono i casi di assenze ingiustificate o non comunicate per tempo (che erano 99 nel 2013). Mentre per un altro terzo, esattamente 72 casi, il dipendente pubblico è stato licenziato perché aveva commesso addirittura dei reati. Poi, ci sono 63 espulsioni per cattiva condotta, dato in netta crescita (+80%) rispetto al 2013. E per chiudere 8 casi riguardano attività extralavorative non autorizzate: insomma, facevano il doppio lavoro.

Per trarre le somme, diciamo che si ricorre alla sanzione più grave, il licenziamento, solo in pochissimi casi: i procedimenti disciplinari avviati erano ben 6.935. Il tutto, ricordiamolo, su una platea che supera i tre milioni di lavoratori pubblici.

Le misure in questione varate dal Governo intervengono, in particolare, su una fattispecie di licenziamento: quella legata alla falsa attestazione della presenza in servizio. Peggio se trattasi di dipendenti "infedeli" che, dopo la sospensione in 48 ore e l'avvio del procedimento disciplinare, vengono anche accusati di "danni d’immagine" per l'ente che rappresentano.

E nel mirino degli accusati finiranno anche i dirigenti responsabili, che in caso di visibile inerzia, in pratica per prolungati tempi a concludere un provvedimento disciplinare, rischiano a loro volta il licenziamento e l'accusa di omissione d'atti d'ufficio.

Si respira quindi molta severità nelle parole delle recenti norme di governo. Alla fine, invece, i dati pubblicati sono abbastanza in linea con gli anni scorsi, per cui su quasi 7 mila procedimenti avviati quelli che si concludono con sanzioni gravi, che siano licenziamenti o sospensioni dal servizio, sono non più di un quarto - 1.561 in tutto - ed appunto 227 licenziamenti effettivi.

Guardando ai settori più colpiti, i licenziamenti sono arrivati nella scuola (81), poi i ministeri e agenzie (77), ma anche ospedali (34), enti pubblici (19) e università (14) . Ed infine due soli licenziamenti nei Comuni: sembrano pochi ma attenzione, la trasmissione dei dati in questo caso non è obbligatoria.

Si diceva quindi che nel 2014 nella PA ci sono stati, per differenza, 1.334 provvedimenti di sospensione dal servizio. Ebbene, in 859 casi - la maggior parte, cioè - la sanzione ha avuto una durata inferiore ai 10 giorni, mentre in 475 casi è stata di durata superiore. Di tutte, 254 (19%) le sospensioni per assenze ingiustificate o non comunicate in tempo, 110 (8%) le sospensioni connesse a reati, 65 (5%) le sospensioni per doppio lavoro, 21 (2%) le sospensioni derivanti da irreperibilità a visita fiscale ed 884 (66%) le sospensioni per negligenza o comportamento scorretto. Ancora, sono state registrate 2.858 sanzioni di carattere però minore.

In finale, su un totale di 6.202 procedimenti disciplinari avviati e conclusi nel 2014, i dati evidenziano come oltre la metà ha coinvolto personale delle scuole (3.397), 1.119 i dipendenti di ministeri e agenzie e 984 di pendenti di ASL e aziende ospedaliere.

I dati quindi parlano chiaro: neanche tanti i dipendenti pubblici "pizzicati" a non fare il proprio dovere rispetto all'immaginario collettivo. E tra questi, pochi hanno veramente subìto una vera sanzione. Beninteso: nonostante la nomea popolare, è assolutamente improprio ed ingiusto identificare lo statale con il fannullone. Però, che su tre milioni di lavoratori solo 227 siano stati licenziati per condotta non regolare sembra davvero un po' poco.

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com

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