Sabato, 15 Agosto 2015 12:00

Liberland, si autoproclama un microstato europeo che guarda al Bitcoin

Nasce una nuova micronazione tra Serbia e Croazia, dal nome 'Liberland'. Appena fondata da un politico della Repubblica Ceca, ha già 300 mila richieste di cittadinanza. Sicuramente grandi progetti ma, realisticamente, nessun futuro. Oppure no?

In questo articolo avevamo parlato di una micronazione in Italia, precisamente in Sardegna. Diversa ma simile, diamo uno sguardo ad una storia analoga in Europa.

Parliamo di Liberland, una micronazione ubicata al confine tra Serbia e Croazia, proprio sulla riva occidentale del fiume Danubio.

Il suo fautore è stato Vit Jedlička, un politico di appena 31 anni della Repubblica Ceca che proclamò la 'sua' Nazione il 13 aprile scorso. Appunto, Liberland è uno Stato autoproclamato cioè non riconosciuto da altre Nazioni sovrane al mondo, eccezion fatta per alcuni Paesi che, parimenti, non sono riconosciuti praticamente da nessuno.

Jedlička però ci crede fortemente: a suo dire Liberland è su quella che viene definita 'terra nullius', una terra di nessuno insomma, risultato dei mutamenti di confine nei Balcani che sia Serbia che Croazia si contendono da anni. E quindi, l’area su cui si estende Liberland - sempre a suo dire - non è stata mai rivendicata né da Serbia né da Croazia. E' pertanto terra libera e autonoma dalla giurisdizione dei due Stati.

E non è un caso che non sia stata ancora rivendicata da alcuna Nazione: tutto sommato, l'area non è particolarmente interessante, in fondo sono solo sette chilometri quadrati di boschi. Oltretutto, è terra paludosa e soggetta a inondazioni stagionali del Danubio. Nessuna casa, ovviamente, a parte un vecchio edificio abbandonato: nessun abitante, quindi. Ancora, c'è una sola strada: unica corsia, praticamente inutilizzata. L'idea del giovane politico è però indubbiamente piaciuta: di Liberland hanno già scritto il New York Times, il Guardian e il Washington Post; poi, in appena tre mesi ha ricevuto più di 330 mila richieste di cittadinanza.

Per il momento nessun fastidio dai 'vicini': Il ministro degli Esteri serbo ha detto che ad oggi Liberland non interferisce con i suoi confini. Ma ha bollato come frivole le idee associate alla nascita della micronazione: Liberland è una 'boutade virtuale', dice il ministro. Non rientra tra i confini serbi, ammette, ma non per questo è terra di nessuno: l’area occupata da Liberland è soggetta ad arbitrato internazionale, cioè oggi non è di nessuno, ma quando sarà deciso di chi sia sarà certamente annesso alla Serbia o alla Croazia. Il resto per la Serbia sono fantasie.

Nel frattempo tra i boschi si son dati da fare: Liberland ha due lingue ufficiali, il ceco e l'inglese, la sua costituzione provvisoria, le sue prime leggi, l'inno nazionale, lo stemma e la bandiera: bianco come lo scambio volontario, nero come la ribellione contro il potere, albero ed uccello come l’abbondanza e la libertà. Riferisce il New York Times che Liberland ha già una specie di opposizione interna (l'LSA, Liberland Settlement Association), e alcuni giornali: il Liberland Post e il Liberland Press. Secondo i piani, una volta confermata la sua costituzione Liberland avrà 130 cittadini onorari, scelti dal presidente Jedlička per i loro meriti nel promuovere e aiutare la causa del Paese. Tutto è spiegato in una sorta di manifesto programmatico, in cui viene spiegata l’attuale situazione della micronazione e i suoi progetti futuri.

L'idea sbandierata da Jedlička per il proprio Paese parla di un governo che si occuperà 'solo' di sicurezza nazionale, questioni legali e diplomazia, secondo un'ideologia libertaria ed euro scettica: "un governo minimale, una completa privatizzazione di scuola e sanità e a una tassazione volontaria sotto forma di spese statali basate sul crowdfunding". E la moneta? Una criptovaluta derivata ed analoga al celebre Bitcoin. Jedlička ha anche spiegato che la guida della Nazione sarà ad opera di un'assemblea di 20 persone, con leggi votate attraverso referendum pubblici.

Sembra tutto semplice, vero? Tutt'altro: uno dei principali ostacoli riguarda il fatto che per poter arrivare a Liberland è necessario uscire dalla Croazia o dalla Serbia. La Croazia in particolare si è mostrata avversa nei confronti di chi ha provato ad andare a Liberland, con Jedlička spesso arrestato assieme ai suoi accoliti dalla polizia croata e trattenute per ore. Secondo lui, però, la polizia croata ha illegalmente violato i confini di Liberland e comunque tutto ciò non fa altro che dare più forza alla sua idea di Nazione: "Se ci danno una mano, ci danno una mano. Se ci ignorano, ci danno una mano. Se ci fanno del male, ci danno una mano".

Jedlička ha già girato l'Europa, proprio per visitare le potenziali sedi per le ambasciate della micronazione - in realtà sono uffici o abitazioni di alcuni ammiratori di Liberland, che in varie Nazioni stanno promuovendo comitati per promuovere e far conoscere l'idea. Ufficialmente, poi, c'è il sito di Liberland ed un forum in diverse lingue in cui gli utenti o aspiranti cittadini si scambiano informazioni (e speranze, e sogni). Come nella pagina italiana del forum, dove si pongono domande tipo: "quali sono le prospettive di lavoro", si discute della costituzione o ci si chiede "Liberland è la nostra unica speranza?". Addirittura, un utente propone di attivarsi per aprire un'ambasciata italiana di Liberland: "Io mi sto muovendo per sensibilizzare i partiti e movimenti più sensibili al cambiamento: Lega e M5S, passando per quel che rimane del PdL".

Gideon Lewis-Kraus è il giornalista del New York Times Magazine che ha affiancato Jedlička nella sua visita alle ambasciate. Il giornalista ha spiegato che Liberland sembra non essere diversa da altre micronazioni nate (e morte) nella storia: una piccola, paradossale e ipotetica parentesi. Finora, valuta Lewis-Kraus, la principale fortuna di Jedlička sta nel fatto che la polizia croata gli stia impedendo di recarsi a Liberland. Se la Nazione si insediasse, infatti, a dire del giornalista diventerebbe per tutti ovvio che Liberland ha costruito un'impossibile accozzaglia di fantasie. Chissà se il suo futuro sarà secondo il suo fautore ceco o secondo gli scettici.

 

FONTE: http://www.ilpost.it/

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