Giovedì, 03 Novembre 2016 12:00

Liberland: la micronazione dopo un anno e mezzo

Provate ad immaginare un Paese costruito da zero, al motto "Vivi e lascia vivere". Una città - Stato delle dimensioni di Monaco, con frontiere aperte ed in cui pagare le tasse è un optional su base volontaria. Le auto saranno inutili, ed il paesaggio urbano a cielo aperto permetterà il fiorire di abitazioni e aziende agricole su scala verticale. E la monetà sarà rigorosamente virtuale, come il Bitcoin.

Abbiamo già parlato in questo articolo di Liberland, poco dopo la sua fondazione. Facciamo il punto ad oggi.

Proprietà privata, uso di droghe, e sessualità saranno prive di qualunque interferenze da parte delle istituzioni dello Stato. Un po' come diceva negli USA Thomas Jefferson, quando teorizzava i diritti inalienabili dell'uomo: vita, libertà e ricerca della felicità.

Per coloro che hanno già le valigie pronte, però, attenzione: non ci sarà assistenza sanitaria universale, né una rete di sicurezza sociale di tipo nazionale. E ciò può indubbiamente essere un problema sia di costume che economico. Ma per il fondatore del Paese, il politico ceco Vit Jedlicka, è proprio questo che rende alto l'interesse per la micronazione.

Jedlicka, infatti, oggi ha poco più di trent'anni, ma è cresciuto nella Cecoslovacchia comunista mentre ha studiato filosofia libertaria proprio come uno studente di college. Ed ha immaginato un paese libero dal dominio autoritario.

Nel 2015, finalmente, ha ufficialmente 'fondato' Liberland, una sorta di terra di nessuno al confine tra Serbia e Croazia, lungo le rive del Danubio. Per anni, nessuno dei due Paesi era interessato al possesso (ed ancor meno lo sfruttamento) del territorio. In tale frangente, Jedlicka ei suoi accoliti sostenitori hanno quindi piantato una bandiera, preso possesso del territorio e gli hanno dato il nome che conosciamo. Poi, hanno creato un sito web attraverso il quale gli aspiranti residenti potessero chiedere la cittadinanza. Cosa che ha funzionato: hanno ricevuto centinaia di migliaia di applicazioni da tutti i Paesi del mondo.

Finora ad oggi, hanno creato un inno, disegnato una bandiera ed addirittura realizzato la birra nazionale. E stanno lavorando ad una moneta sullo stile della criptovaluta più famosa il Bitcoin. Jedlicka stesso immagina Liberland come un paradiso fiscale - in fondo potrebbe essere una città - Stato simile anche come dimensioni a Monaco. Per le infrastrutture civili ha pensato al crowdfunding, ossia secondo il modello per cui i residenti ricevono 'azioni' in base a quanto essi contribuiscono alla realizzazione dell'opera con tasse volontarie. Ancora, c'è già un concorso per il progetto di una zona urbana ad alta densità con abbondanza di spazio verde.

Tutto bello, tutto fantastico ma... l'unico problema è che ad oggi, dopo un anno e mezzo dalla fondazione, nessuno ancora ci vive. Mentre la polizia croata ha intensificato le pattuglie per il controllo della regione, con Jedlicka che è stato detenuto tutte le volte che ha tentato di entrare nel 'suo' Paese per qualche cerimonia o ricorrenza di Liberland: ha dovuto partecipare ai festeggiamenti dell'anniversario via Skype dalla sua sede di 'esilio' in Serbia.

Jedlicka però è ancora convinto di avere i numeri per finalizzare le sue intenzioni: secondo lui, ci sono almeno 5.000 persone pronte ad arrivare alle frontiere con Serbia o Croazia in un colpo solo, ed a quel punto la polizia non avrebbero altra scelta che far loro occupare il territorio. Per rafforzare tale posizione, sta lavorando dietro le quinte per ottenere i riconoscimento della micronazione da parte di governi stranieri, magari anche creando una rete di ambasciate nelle principali città europee.

A causa della sua dipendenza dalle tasse basate sul volontariato, Liberland sarebbe essenzialmente una oligarchia, dove i residenti più ricchi ed agiati che detengono il potere su ogni servizio e quindi dettano la direzione del Paese. Mentre potrebbero trovare ostello anche i rifugiati provenienti da paesi in guerra - come i paesi mediorientali. Ma tale supporto sarebbe sempre in forma privata: secondo Jedlicka, la carità privata - e non dello Stato - dovrebbe fornire loro l'assistenza richiesta.

Tutto sommato, stante l'attuale clima politico - basti pensare ai movimenti antieuropeisti, ad eventi come BREXIT e via dicendo - la visione di Jedlicka potrebbe effettivamente raccogliere un consistente sostegno da parte di libertari scontenti e svariati cosiddetti progressisti. E poi, anche se non vogliamo effettivamente trasferirci lì, la semplice idea di una nuova micronazione sulle rive del Danubio è di per sé un affascinante esperimento mentale: pensateci, che tipo di città - Stato verreste progettare da zero? E quali principi guida vorreste vedere scritti nella sua Costituzione?

 

FONTE: http://www.ic.org

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