Venerdì, 12 Ottobre 2012 17:42

legge di stabilità: non per i contribuenti, però

Alla faccia di ogni principio logico ed etico, prima che di diritto, la legge di stabilità 2013 prevede una nuova scure contro i contribuenti... con effetto retroattivo. Cioè, oggi hanno stabilito delle misure a dir poco drastiche che impattano sulle scelte fiscali dei contribuenti ormai già intraprese, da inizio 2012.

Una legge con effetto retroattivo: sembra un gioco di parole, ed in effetti cozza contro ogni principio sancito dallo statuto dei contribuenti. In breve, la legge di stabilità 2013 stabilisce, a partire dal 1 gennaio 2012, pesanti tagli alle agevolazioni fiscali che saranno oggetto della dichiarazione dei redditi del prossimo anno.

Cominciamo dalla riduzione IRPEF. La legge di cui sopra stabilisce la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 23% al 22% (primo scaglione di reddito - fino a 15 mila euro) e dal 27% al 26% (secondo scaglione di reddito - fino a 28 mila euro). Si applicherà dal  1 gennaio 2013, ma con effetti diversi sui cittadini: un punto percentuale in meno per i lavoratori dipendenti e pensionati già nelle buste paga e nei ratei di pensione, invece dal 2014 per i lavoratori autonomi, quando dovranno pagare le imposte sui redditi del 2013.

E veniamo alle deduzioni fiscali. Per i redditi sopra i 15 mila euro - parliamo di imponibile IRPEF: praticamente la stragrande maggioranza dei cittadini - è prevista una franchigia di 250 euro per quasi tutte le tipologie di deduzioni fiscali previste all’articolo 10 del TUIR, quindi gli assegni periodici corrisposti al coniuge, tranne quelli per il mantenimento dei figli, contributi, donazioni e oblazioni in favore di ONLUS, erogazioni a università ed enti di ricerca. Dal 1 gennaio 2012, con effetti quindi retroattivi.

E poi le detrazioni fiscali. Anche qui effetti retroattivi dal 1 gennaio 2012. La detrazione al 19%, quella che riguarda la stragrande maggioranza dei contribuenti, prevede l'applicazione di una franchigia di 250 euro. Anche qui, solo se si superano i 15 mila euro di reddito imponibile (evento tutt'altro che raro, come si diceva sopra). E non basta. Sussiste un tetto massimo di 3 mila euro. A conti fatti, si detrae al massimo qualcosa più di 500 euro. Il resto è, agli effetti della detrazione, inutile.

E finiamo con la ciliegina sulla torta: dal 1 gennaio 2013 anche l’assegno di invalidità e la pensione di guerra saranno assoggettate all'IRPEF. Insomma, come si trattasse di reddito, e non di un trattamento - tale è - di natura assistenziale. Sempre con la solita premessa: per gli importi oltre i 15 mila euro. La tassazione, in dettaglio, avverrà direttamente ad opera dell’INPS, quale sostituti di imposta che le eroga direttamente agli aventi diritto. L’esenzione IRPEF continuerà ad essere applicata alla pensione sociale, per coloro i quali ne hanno maturato il diritto entro il 1995, nonché all’assegno sociale previsto dal 1 gennaio 1996.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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