Lunedì, 05 Novembre 2012 16:28

legge di stabilità: lavori in corso sulle detrazioni

In questi giorni sono tanti i ritocchi alla controversa legge di stabilità. Tra questi, è scomparsa ogni limitazione alle detrazioni per i mutui prima casa. La disciplina rimane quindi quella "vecchia", cui eravamo già abituati.

La disciplina in vigore per le detrazioni sui mutui prima casa prevede che i contribuenti che hanno acceso un mutuo per l’acquisto prima casa possono detrarre gli interessi passivi su questo mutuo al 19% con un tetto di 4 mila euro. Tradotto, 760 euro al massimo. Poi è arrivata la legge di stabilità 2013, che nella versione stilata dal Consiglio dei Ministri qualche settimana fa prevedeva che il tetto scendesse a 3 mila euro - non solo per la detrazione sugli interessi passivi del mutuo per l’acquisto prima casa, ma per tutte le detrazioni fiscali. E con effetto retroattivo al 1 gennaio. Risultato, un danno effettivo per le famiglie italiane molto esteso.

Le cose sono invece cambiate in sede di discussione della legge di stabilità 2013 in Parlamento: i relatori in Commissione alla Camera, Pier Paolo Baretta (PD) e Renato Brunetta (PdL), hanno infatti proposto di tagliare fuori dal tetto dei 3 mila euro la detrazione sui mutui prima casa. Oppure, in alternativa, abolire la franchigia sulle spese sanitarie che – nell'attuale versione – prevede una franchigia di 250 euro. Altra proposta, eliminare  l'effetto retroattivo del taglio a queste detrazioni fiscali.

Alla fine, però, il filo conduttore di tutte queste discussioni è che - in un modo o nell'altro - vanno trovate le risorse. Ad esempio - questo il punto di vista dei tecnici - eliminando dalla legge di stabilità 2013 la riduzione Irpef di un punto percentuale per redditi sopra i 15mila euro e fino a 28mila.

Guardando l'insieme di queste norme, appare prevedibile un effetto boomerang nella lotta all’evasione fiscale. Se, infatti, il contribuente non può portare in detrazione le spese che sostiene, verosimilmente è più portato a non chiedere la fattura o lo scontrino, accettando in sua vece lo "sconto in nero".

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

 

Letto 2285 volte