Lunedì, 27 Agosto 2012 18:25

le confessioni di Cicchitto: uno sguardo al dopo Monti

Abbiamo già parlato dei sempreverdi della politica, degli Onorevoli a vita. Ma, stando alle parole confessate da Cicchitto in un'intervista al quotidiano "Il Mattino", non tutti sono eletti dal popolo sovrano. Cioè alle volte, anche se il popolo non è stato interpellato, l'Onorevole ritorna in Parlamento. Legislatura dopo legislatura.

Con la prossima legislatura, allo scadere del governo tecnico di Monti,  potremmo vedere i soliti volti in Parlamento. Anche se il popolo non ha votato la loro rielezione. Ma come, si parla di riforma alla legge elettorale, di rappresentanti del popolo, di abolizione del Porcellum... invece no, potrebbe accadere ancora una volta che, quale che sia la riforma alla attuale legge elettorale, i volti noti che hanno attraversato indenni le varia Repubbliche... continueranno a restare lì, in poltrona. Non lo dice un visionario giornalista di parte: a dirlo è il capogruppo alla Camera del PDL, Fabrizio Cicchitto, in una intervista pubblicata sul Mattino. Testualmente: “Un terzo dei parlamentari va scelto dai partiti con i listini bloccati. Certo, delle liste bloccate i partiti hanno fatto pessimo uso, ma senza di essi una serie di parlamentari di alto livello non sarebbero entrati o non entrerebbero più in Parlamento. Serve equilibrio, non demagogia”. Già, equilibrio. Ma chi gestisce l'ago della bilancia?

Di fatto, il dibattito tra i vari partiti sulla legge elettorale verte principalmente sulla questione del premio al vincitore: alla coalizione o al partito vincente? del 10% o del 15%. Ovviamente ognuno sa oggi se può vincere, e quindi spinge l'accordo coerentemente con tale stima che, a seconda dei casi, porta a svolgere un ruolo di opposizione (meglio quindi poco premio al vincitore, per diminuire il distacco) o di maggioranza (e quindi la logica opposta: meglio un premio maggiore).

E veniamo alle proiezioni. Il PD sembra oggi in vantaggio, confortato da sondaggi che lo vedono attorno al 25-27%. Quindi, spinge per ottenere un premio del 15% o più. Il PDL al contrario vorrebbe mantenere il premio più basso, tra 10% e il 12%, rendendo in questo modo indispensabile un continuo accordarsi delle forze politiche.

Secondo proiezioni note benissimo ai partiti, con l’attuale grado di sfiducia nei confronti della classe politica formare una maggioranza in Parlamento sarebbe diventare impresa assai ardua. Il PD potrebbe riuscirci solo con una alleanza con SEL e UDC: solo in questo modo si garantirebbe una quarantina di seggi di vantaggio sull’opposizione. Ma questo renderebbe indispensabile una pace permanente tra centro e sinistra che al momento non è all'orizzonte. Il centrodestra, di contro, ha tutto da guadagnare da un premio più basso, con buona pace della governabilità e magari nell'ottica di attrarre a sè l’UDC. Certo è che nessun partito ha oggi la forza per cavarsela da solo.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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