Martedì, 10 Marzo 2015 12:12

le auto blu secondo il presidente Mattarella

Il nuovo Presidente della Repubblica mira indubbiamente a dare un'impressione di sobrietà, in linea con i tempi di "vacche magre". E ci riesce: con un atto del 4 marzo, ha ridotto il benefit di auto blu ai tanti emeriti e loro parenti, riducendo la spettanza di auto dedicata ai soli, minimi, titolari. Un buon esempio dopo i tempi fastosi di Ciampi e, nei fatti, anche di Napolitano.

Finalmente una sonora sforbiciata ad uno dei privilegi più cari e consolidati del colle più alto, e non solo. Finora una lunga serie di consiglieri e funzionari per decenni hanno girato per le vie di Roma e dell'Italia intera a bordo delle auto con targa del Quirinale, pochi gli esclusi. Ora, invece, nell'epoca Mattarella si cambia.

Salvo pochissime eccezioni, cioè il presidente in carica, il segretario generale e gli ex capi di Stato (evidetemente pochi vista l'età), tutti gli altri potranno utilizzare l'auto blu esclusivamente per ragioni di servizio e quindi in orario d'ufficio, invece che ad uso esclusivo e permanente. Escluse dal beneficio, ad esempio, le vedove dei presidenti e loro primogeniti conviventi - all'esaurimento dei trattamenti in corso, beninteso: i privilegi in Italia sono sempre un diritto acquisito e non più eliminabile.

Quanto detto spunta dal nuovo regolamento per l'assegnazione dell'utilizzo della auto blu voluto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, regolamento entrato in vigore il 4 marzo scorso e che sta già sconvolgendo le consolidate abitudini della casta quirinalizia: da decenni questo servizio era finito tra le polemiche, vistosamente fuori coro rispetto alle arie di crisi economica e crescente disoccupazione.

In tante voci se ne era chiesto il ridimensionamento, ma finora vuote promesse e parole al vento. Come nel 2007, quando l'allora presidente Giorgio Napolitano aveva fatto trapelare i suoi propositi di ridimensionamento del trattamento spettante agli ex capi di Stato, dalla segreteria al guardarobiere, dalla scorta al maggiordomo. Poi, passata la bufera dei giornali, le cose erano rimaste immutate. Mattarella, invece, appena qualche settimana dopo l'arrivo al Colle è passato direttamente ai fatti.

Perché, ricordiamolo, Il nuovo Presidente gira in Panda, viaggia sui voli di linea rinunciando a quelli di Stato che gli spettano, prende il treno e perfino il tram: sono immagini normali per il Premier inglese, ma in Italia decisamente no.

Mattarella ha quindi voluto rivedere consolidate abitudini in tema di utilizzo del parco macchine del Colle, cominciando proprio dai vertici supremi: niente più vetture quindi per i vice segretari, i consiglieri e i funzionari. Invece delle auto assegnate alla persona, ci saranno un pool di vetture quirinalizie che potranno essere utilizzate solo in caso di bisogno e previa autorizzazione, nell'ipotesi di ragioni di servizio e esclusivamente all'interno del territorio del comune di Roma, ad esempio da casa ad ufficio.

Finisce quindi l'epoca in cui, al termine dell'orario serale, l'auto restava ad aspettare il funzionario, come è accaduto fino al 4 marzo: adesso per rincasare l'interessato dovrà provvedere con mezzi propri. Abolito anche il diritto a vita di utilizzare un'auto con autista previsto per le vedove o il primogenito convivente degli emeriti defunti. Per lo meno, come detto, per le "nuove leve". Quindi, resteranno ancora in vigore i benefici vitalizi per la moglie di Giovanni Leone, la figlia di Oscar Luigi Scalfaro oltre che gli eredi degli ultimi due ex presidenti ancora viventi, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. Ma attenzione:  anche per costoro è previsto che l'uso dell'auto blu spetti esclusivamente al titolare del diritto, e non - come accadeva fino al 4 marzo - anche a favore di figli, nipoti o altri parenti e fuori dal territorio romano. Una rivoluzione.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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