Lunedì, 10 Agosto 2015 14:00

lavoro part time: una riflessione pratica e non solo

La domanda del giorno è: nel futuro troveremo tutti conveniente lavorare part time, tipo 4 ore al giorno, ed essere soddisfatti così?

Sono molti i pareri concordi sul fatto che il segreto della felicità del lavoratore sia questo. Addirittura, se questa tendenza continuasse ad estendersi, in un futuro neanche troppo lontano i contratti part time potrebbero essere i più desiderati. Con violenti impatti sul mercato del lavoro globale.

Tutto inizia con una recente ricerca di Forbes secondo cui entro fine 2015 la quasi totalità di lavoratori potrebbe passare a considerarsi imprenditori o autonomi. Ora, che il mondo del lavoro stia cambiando in questo senso è verosimile: i lavoratori dipendenti che, per così dire, timbrano il cartellino sono sempre di meno, specialmente nel settore privato.

Ed insieme a ciò, anche l'orario di lavoro inizia a subire dei cambiamenti importanti. Da un lato ci sono quelli che vivono per il lavoro (o meglio, il lavoro campa con loro) e che, con la flessibilità, rischiano di dover essere reperibili per tutto il giorno, senza poter godere di pause o ferie vere e proprie per staccare la spina.

Ma ci sono le persone che, come direbbe il conduttore televisivo Marzullo nel suo noto programma di ora tarda, lavorano per vivere invece che vivere per lavorare: coloro che vogliono limitare spese e sprechi e quindi recuperare il tempo libero. Per loro, lavorare metà giornata per sostenere le spese primarie e poi dedicarsi per il resto della giornata ai propri passatempi e soprattutto agli affetti (facciamo l'esempio di una madre di famiglia). Ebbene, in quest'ottica esiste anche l'alternativa del part time verticale, ideale per avere alcuni mesi liberi in cui ad esempio fare lunghi viaggi.

Oggi sono scelte quasi di nicchia: a compierle sono spiriti avventurosi o persone che prendono decisioni drastiche. Ma se, invece, questa ideologia si diffondesse prendere la decisione di lavorare part time senza per questo sentirsi per così dire "diversi" sarebbe sicuramente più facile: tutti sarebbero propensi al risparmio e all'eliminazione dello spreco e forse ci sarebbe meno stress e più serenità, e magari anche meno gente che, tanto per far presenza, "pascola" negli uffici senza in realtà produrre nulla di effettivo. I vantaggi sul fronte occupazionale sarebbero poi evidenti: chi oggi è disoccupato potrebbe essere assunto per coprire il turno lasciato scoperto da chi lavora part time.

Beninteso, a pensarla così non sono solo i giovani anticonformisti: tanto per fare un nome, Carlos Slim, il secondo uomo più ricco del mondo, è infatti un forte sostenitore dell'idea che, per dirla con parole sue, "dovremmo lavorare solo tre giorni alla settimana". Oppure Buckminster Fuller, che nel libro "Critical Path" ha approfondito questa teoria spiegando i vantaggi dei contratti part time su larga scala.

Molto dovrebbe farci pensare anche la lettura del libro "I cinque più grandi rimpianti dei morenti", che un'infermiera australiana, tale Bronnie Ware, ha scritto recentemente raccogliendo le testimonianze dei pazienti terminali in fin di vita. Dovrebbe far riflettere quando si parla del rimpianto di aver lavorato troppo duramente, accanto a quello di non aver passato sufficiente tempo con i propri affetti. Pensateci: mezzo stipendio è veramente il prezzo che vogliamo dare a questi valori?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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