Mercoledì, 16 Agosto 2017 10:53

Laura Boldrini, altra vittima illustre degli haters

Ormai va sempre più di moda essere 'hater', l'insultatore, colui che lancia anatemi e insulti di ogni squallido tipo verso persone in vista con cui, magari, nel mondo reale non ha mai avuto alcun contatto. L'ultima vittima illustre, dopo il caso di Albano Carrisi, è il presidente della Camera, Laura Boldrini, che minaccia azioni legali.

Torniamo, dopo questo articolo, a parlare del presidente Boldrini.

Con un post sulla propria pagina di Facebook, Laura Boldrini ha indicato 'urbi et orbi' che non tollererà oltre i toni minacciosi e volgari dei commenti che riceve, diciamo pure continuamente, da persone presumibilmente a lei sconosciute.

Il post del presidente della Camera è chiaro: "Adesso basta. Il tenore di questi commenti ha superato il limite consentito. Ho deciso che d’ora in avanti farò valere i miei diritti nelle sedi opportune. Ho riflettuto a lungo se procedere o meno in questo senso, ma dopo quattro anni e mezzo di quotidiane sconcezze, minacce e messaggi violenti ho pensato che avevo il dovere di prendere questa decisione come donna, come madre e come rappresentante delle istituzioni".

Dopo il post appare un estratto degli insulti a lei dedicati, dalle minacce di stupro agli insulti sessisti e sul suo aspetto fisico. E continua: "Il calore e il sostegno che finora mi sono giunti da più parti, fuori e dentro la rete mi hanno spinta a non temporeggiare oltre. Da oggi in poi quindi tutelerò la mia persona e il ruolo che ricopro ricorrendo, se necessario, alle vie legali. E lo farò anche per incoraggiare tutti coloro – specialmente le nostre ragazze e i nostri ragazzi – che subiscono insulti e aggressioni verbali a uscire dal silenzio e denunciare chi usa internet come strumento di prevaricazione”.

Ancora: "È ormai evidente che lasciar correre significhi autorizzare i vigliacchi a continuare con i loro metodi e non opporre alcuna resistenza alla deriva di volgarità e violenza. Nessuno deve sentirsi costretto ad abbandonare i social network per l’assalto dei violenti. Ma purtroppo anche molti casi di cronaca recente – dalla professoressa di Cambridge Mary Beard ad Alessandro Gassmann, dal cantante Ed Sheeran ad Al Bano – dimostrano che le ingiurie e le intimidazioni hanno l’effetto di una gogna difficile da sopportare".

Riflettiamo. Laura Boldrini si paragona, per comune gogna su Facebook, a personaggi del mondo dello spettacolo come Albano Carrisi che, però, ha deciso di chiudere il canale social per evitare di dover ancora leggere i quotidiani insulti. Lei, invece, vuole insegnare qualcosa ai giovani:"Credo che educare le nuove generazioni a un uso responsabile e consapevole della rete sia una necessità impellente e su questo continuerò a impegnarmi. Nel frattempo, però, non possiamo stare a guardare. Soprassedere rischia di inviare un messaggio di sfiducia verso le istituzioni preposte a far rispettare le leggi e a garantire la sicurezza dei cittadini. Come posso chiedere ai nostri giovani di non soccombere e di denunciare i bulli del web se poi io stessa non lo faccio? Ai nostri figli dobbiamo dimostrare che in uno Stato di diritto chiunque venga aggredito può difendersi attraverso le leggi. E senza aggiungere odio all’odio, ne abbiamo già abbastanza”.

Una premessa: l'insulto violento da parte di uno sconosciuto, rivolto alla terca carica dello Stato come ad un comune citttadino, fa solo pena: è evidentemente scagliato da persone povere di cultura e soprattutto di carattere, che si rifugiano dietro la tastiera per sentirsi - solo lì - arditi ed importanti in quello che pensano. La realtà è che poco ci interessa quello che gente sconosciuta ci scrive su Facebook, insulti o complimenti che siano. E quindi, per farsi sentire, queste persone hanno bisogno di 'urlare' nell'unico modo che conoscono: con insulti e minacce.

Detto ciò, ben lungi dal considerare l'onorevole Boldrini come esente da critiche o commenti negativi: siamo in democrazia, e proprio in questi anni si sente un pesantissimo dissenso per ciò che la politica ci mostra quotidianamente - Boldrini ed altri, ovviamente. Nel caso specifico, la guerra santa boldriniana verso l'immigrazione, che il presidente vede come occasione di crescita culturale, è davvero una provocazione per chi, invece, vede continuamente tanti immigrati compiere atti osceni e di bassa cultura. Ma l'abbiamo detto: non è attraverso l'insulto che si esprime il proprio dissenso.

Ancora, è di continuo che si sentono i politici invocare le vie legali - un esempio a caso, Maria Elena Boschi che diceva che "la misura è colma". Certamente hanno mezzi per muoversi diversi da quelli del comune cittadino - la Boschi chiamò in causa come proprio penalista l'ex ministro Paola Severino - sia per motivi economici che di visibilità mediatica. La domanda però nasce spontanea: dopo quattro anni e oltre di insulti, perché la Boldrini chiama all'azione il proprio legale solo adesso, con annuncio sul social? Una qualunque persona avrebbe agito per vie legali subito, al primo insulto, proprio per tagliare la strada immediatamente ad ogni futura azione simile.

Possiamo invece pensare che - pur insistendo sul fatto che un insulto come quelli rivolti alla Boldrini è assolutamente ingiusto, fuori luogo e indegno di persone civili - agli occhi di tanti 'follower' dell'onorevole la gogna dei social la rende vittima. E questo è un aspetto che molti politici hanno utilizzato a proprio vantaggio - un esempio 'bipartisan', Silvio Berlusconi per gli attacchi della magistratura.

Alla fine, causa la pochezza di pensiero e di memoria di parecchi 'follower', si rischia di tradurre la ferma condanna per gli hater - ripetiamo, assolutamente giusta e legittima da parte della Boldrini - in apprezzamento e stima per l'onorevole. Insomma, cari haters, rendetevi conto che - così facendo - alla lunga le fate pure un favore. Qualcuno molto malizioso direbbe, siamo sicuri che tra di essi non c'è pure qualche 'troll', come succedeva quando qualcuno si autospediva una busta con qualche proiettile dentro per farsi affidare la scorta?

Giudicare il politico solo in reazione alla violenza degli haters sarebbe un grave errore: non è la pagina di un cittadino comune, è la pagina ufficiale di un politico, magari compilata da un suo fidato assistente o portavoce: il giudizio deve essere politico, e non personale. Non siamo a 'Uomini e Donne', non è la tribuna di un tronista, ma la pagina con il pensiero ufficiale del presidente della Camera dei Deputati. Ossia, non dobbiamo giudicare il politico perché - poverino - è aggredito da selvaggi, ma ricordare cosa pensa, cosa dice e cosa fa quotidianamente per la cosa pubblica. E nel caso della Boldrini, ahimé, in tanti potrebbero esprimere giudizi severi - ma educati - invece che lanciare inutili, insensate e violenti offese.

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