Lunedì, 17 Settembre 2012 14:00

l'antica risorsa per l'italiano in crisi: il monte dei pegni

Spesso chiamati Banco dei Pegni, Monte dei Pegni, o più anticamente Monti di Pietà. Esercizi commerciali per far fronte ai bisogni delle classi sociali più povere e oggi gestiti come strutture bancarie. Si porta presso uno sportello abilitato un oggetto di valore in cambio di denaro, con la possibilità di riscattarlo dietro pagamento della quota iniziale più gli interessi. Insomma, un prestito su pegno: una possibilità cui ricorrono persone indigenti, ma anche imprenditori, commercianti e liberi professionisti alla ricerca di un più facile accesso al credito. In tempi di crisi.

E' un fenomeno in aumento. Dati i tempi, non c'è da stupirsi: secondo i dati della Banca Popolare per il Commercio e l'Industria (nove sportelli per il credito su pegno in Lombardia e 400 clienti in media ogni giorno), le polizze erogate crescono a un ritmo del 7% annuo. Unica alternativa per avere subito credito: i negozi compro oro, in espansione vertiginosa. Quest'ultima è infatti la soluzione preferita da molti perché più remunerativa, sostiene Ivano Caldera, responsabile del servizio di pegno della suddetta Banca Popolare.

Una media di 30 mila prestiti su pegno al mese, secondo invece la banca d'Italia. O 20mila operazioni mensili, come indica Unicredit - 33 sportelli dedicati in tutta Italia - secondo cui gli oggetti trattati a garanzia dei prestiti, senza limite di valore, spaziano dai beni preziosi di qualunque genere fino ai beni non preziosi, come tappeti e pellicce. 

E chi ne valuta il valore? Un perito preposto dalla banca, naturalmente: sulla base di tale valore viene quindi erogato il prestito, in Unicredit qualcosa come l’80% del valore stimato per i beni preziosi e al 50% per i beni non preziosi. Nella valutazione, infatti, può incidere la commerciabilità, la presenza o meno di un certificato di analisi gemmologiche o di firme accreditate (per esempio, Bulgari, Cartier, Pomellato).

Una volta concesso il credito, viene rilasciata una polizza al portatore che permetterà al proprietario di riscattare successivamente il bene impegnato. Polizze che hanno in genere durata contrattuale trimestrale o semestrale e che alla loro naturale scadenza possono essere rinnovate.

Un servizio molto comodo e veloce: la stima viene, infatti, effettuata immediatamente allo sportello e per ricevere i soldi è sufficiente presentare, oltre all’oggetto da impegnare, un documento d’identità e il codice fiscale. Inoltre, la concessione del finanziamento non è vincolata allo svolgimento di alcuna indagine patrimoniale o amministrativa e, a differenza dei negozi compro oro, il servizio erogato dalla banca consente al cliente di non perdere, con la vendita, i propri oggetti preziosi. Insomma, se si tratta di un momento di difficoltà "recuperabile" in breve tempo, effettivamente il servizio è utile e sbrigativo. E' quindi utilizzato, a parte ovviamente gli indigenti (questi però alla scadenza abbandonano il bene per insolvenza), anche da professionisti in cerca di un credito immediato.

I quali alla scadenza del prestito corrono a riscattare il bene, restituendo la somma ottenuta maggiorata degli interessi che, nel caso della Banca Popolare citata, sono del 6,5-7% semestrali (Unicredit invece applica l’11,5%). Diversamente, il cliente può rinnovare il prestito per ulteriori sei mesi, pagando esclusivamente gli interessi dovuti per il periodo. Oppure, il cliente può riscattare anticipatamente, cioè prima della scadenza prevista, il pegno. Pagando eventualmente (Banca Popolare)  la somma ricevuta più gli interessi dovuti per il periodo e una penale dell’1% del prestito emesso.

La maggior parte delle volte (purtroppo meno di una volta su 10) il prestito non viene riscattato, quindi la banca procede all'asta pubblica per monetizzare il bene quanto prima. Per qualche banca addirittura, l'eventuale sopravanzo d’asta (la parte del ricavato che supera il credito erogato, gli interessi dovuti ed i diritti di asta) viene consegnato al cliente. Ma è un'eventualità non proprio frequente...

 

FONTE: http://www.italiaoggi.it

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