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Lunedì, 20 Febbraio 2017 19:22

la versione di Razzi

Secondo il ruspante e controverso senatore abruzzese, bastano 5 mila euro al mese per campare dignitosamente dopo aver servito lo Stato come onorevole. D'altronde, è la teoria di Razzi, ad una certa età sono minori le necessità: si mangiano biscotti.

Dopo aver parlato in questo articolo delle fantasie grilline sui limiti agli stipendi degli onorevoli, sentiamo ora una 'autorevole' opinione di un rappresentante di spicco della categoria.

Preparatevi a leggere parole stonate ed irrispettose. Ancora una volta, il senatore Antonio Razzi dà libero fiato alla bocca e sintetizza in modo ineccepibile il suo pensiero. La ricetta viene fornita dal senatore di Forza Italia, ospite del talk show politico 'I fatti e le opinioni' su Rete8, in occasione di una puntata dedicata al libro - inchiesta 'Orgoglio e Vitalizio' di Primo Di Nicola, Antonio Pitoni e Giorgio Velardi. Ricordiamo che a tale opera è associata la petizione de Il Fatto Quotidiano per eliminare, magari una volta per tutte, le ingiustificate posizioni di rendita della casta.

Vitalizi? Io l’ho sempre detto: via le pensioni d’oro.

Cinquemila euro al mese sono sufficienti, e non solo per i politici. Del resto, quando uno è in età avanzata mangia solo biscotti e non mangia più abbastanza, quindi con 5 mila euro al mese ci fa una bella pensione

Io al vitalizio sono pure contrario. Tanto non ne ho bisogno, perché posso contare sulla mia pensione svizzera, c’ho 41 anni di contributi. Non voglio manco prendere il vitalizio, non so neppure se ci arrivo. Facciamo le corna.

La verità è che alcuni giornalisti, e non faccio nomi, prendono uno stipendio maggiore di quello dei parlamentari. Noi dobbiamo pagare i collaboratori. Chi li paga altrimenti? Cristo?

(Luigi Di Maio e di Matteo Renzi) Hanno detto solo chiacchiere per accaparrare i voti dei cittadini. Io ho molti amici del M5S sia alla Camera, sia al Senato. Non è assolutamente vero che vogliono andare a votare subito. Non dico i nomi, ma, se mi costringono, faccio nomi e cognomi, e dico pure l’età. Per correttezza si dice ‘u peccato, ma non ‘u peccatore.

Però non devono dire a me questo. Quindi, stiamoci calmi, stiamoci zitti e sorridiamoci.

Tutto ciò, consentite lo sfogo, è allucinante: queste parole potrebbero suonare come una battuta maldestra, oltretutto indigeribile per il popolo dei lavoratori 'veri'. Invece rispecchiano il pensiero genuino di un valido rappresentante di una classe politica - o meglio una casta - ignorante, impreparata e oltretutto sfacciata, che si fa beffe di chi soffre i problemi quotidiani, in gran parte provocati dai politici stessi, e pensa solo a rimpinzarsi per bene, olte ogni limite di etica e morale.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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