Lunedì, 20 Luglio 2015 14:00

la vacanza è rovinata. come e quando spetta il rimborso

-Leggiamo insieme i sensi di una sentenza della Corte di Cassazione, che si esprime nel merito dei casi in cui il turista vede la propria vacanza rovinata e ci possono essere gli estremi per un risarcimento allo sventurato turista.

Il codice del turismo, all'articolo 47 co.1 del decreto legislativo n.79 del 2011, prevede il risarcimento del danno derivante dalla cosiddetta situazione di "vacanza rovinata" al turista, ne casi in cui l'organizzazione turistica sia causa di evidenti ed oggettivi inadempimenti.

Tanto per cominciare, c'è il danno derivante dal disagio psicofisico - evidentemente per la mancata realizzazione di una vacanza, in tutto o in parte di essa - che porta ad un risarcimento proporzionale alle aspettative frustrate del turista causate da imprecisioni informative sui seguenti aspetti:

- qualità dell'alloggio

- qualità dei trasporti

- qualità dei servizi.

Tipicamente, quanto il turista è insoddisfatto questi aspetti non rispondono a quanto promesso dall'organizzatore con la vendita del pacchetto turistico "tutto compreso".

I contratti di viaggio disciplinati dall'articolo di legge in questione sono i pacchetti turistici, le crociere e le vacanze tutto compreso.

E, beninteso, tutte le prestazioni oggetto di contratto devono essere conformi alla proposta contrattuale fornita al consumatore con l'opuscolo informativo. In particolare, devono essere conformi a quanto promesso la struttura alberghiera che abbia determinate caratteristiche, il volo con una determinata compagnia aerea, la guida turistica ed escursioni. Finale, qualora uno dei servizi che l'agenzia di viaggi si era impegnato a prestare mancasse, in tutto o in parte, o anche se dovesse essere eseguito con modalità differenti da quelle descritte nell'offerta, al turista spetta il risarcimento dei danno.

Ancora, il responsabile dei terzi prestatori di tutti i servizi promessi nell'offerta è comunque il tour operator: non vale delegare la responsabilità dicendo al turista che è colpa dell'operatore locale: il rapporto fornitore - cliente è comunque tra tour operator e turista, il resto è comunque sotto la responsabilità del tour operator.

Oltretutto, se anche in relazione agli inadempimenti in parola si dovessero verificare danni alla persona -che so, a causa di un incidente stradale durante gli spostamenti sul posto - a risponderne sarà sempre e comunque il tour operator, il quale, lo ripetiamo ancora una volta, verso il turista è l'unico referente contrattuale.

Lo dice la legge: a pronunciarsi in proposito è stata proprio la Corte Costituzionale, che ha chiarito come in uno dei casi sopra descritti i danni non patrimoniali da vacanza rovinata sono da attribuire all'organizzatore, e quindi il turista è legittimato alla richiesta del risarcimento.

A questo punto apriamo il dettagli sulle voci di danno da prendere in considerazione per la richiesta di risarcimento:

- pregiudizio economico, corrispondente alle spese in più da sostenere durante la vacanza a causa di varianti o inadempienze

- danno morale dovuto a delusione e stress, corrispondente alle aspettative tradite.

Ebbene, in tali casistiche la risarcibilità dei danni è prevista dalla legge, poiché il consumatore ha il diritto al risarcimento del danno: sempre più gli ordinamenti giuridici moderni danno importanza alle vacanze.

In tal senso, con la sentenza citata della Corte di Cassazione, si fa un ulteriore passo avanti nell'affermare che è sufficiente la prova fornita dai turisti sull'inadempimento del tour operator per accogliere la richiesta di risarcimento di danno per vacanza rovinata.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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