Martedì, 12 Marzo 2013 17:49

la TARES ritarda, i comuni boccheggiano

Come ormai noto, la TARES - tassa sui rifiuti e servizi - serve a dar ossigeno alle casse vuote dei comuni, finanziando servizi fondamentali della gestione municipale come ad esempio la raccolta dei rifiuti. E se la sua riscossione viene rimandata, i cittadini ovviamente gioiscono. Ma non i comuni, che minacciano di non aver più fondi.

Se non arriva presto la TARES, i comuni dovranno a breve arrestare il servizio di raccolta rifiuti. Lo affermano i presidenti di FEDERAMBIENTE e ASSOAMBIENTE, che hanno informato il ministro degli Interni dell'urgente bisogno di intervenire con apposito decreto. A lor dire, infatti, in tutto il Paese già a partire dalle prossime settimane potrebbero verificarsi problematiche di "ordine pubblico oltre che igieniche, ambientali e sociali”.

Già, perché la TARES, introdotta dal decreto salva Italia, è stata continuamente rinviata - la sua attivazione sarà il prossimo luglio, ma i primi incassi si avranno solo verso settembre - per buona pace, ovvio, dei contribuenti.

Ma c'è sempre chi si lamenta di conseguenze negative: le aziende che gestiscono il servizio di raccolta rifiuti lamentano il fatto che per mesi lavoreranno gratis, non pagati da comuni ormai "in bolletta". Uno stop forzato che si aggiunge ai ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, uno dei principali problemi che rallentano ancora di più il rilancio economico del nostro paese.

In alternativa, per risolvere qualcuno suggerisce di posticipare di un anno della TARES - lasciando ovviamente le attuale gabelle TARSU e TIA - permettendo così agli enti locali di incassare subito i pagamenti di queste tasse. Lasciando fuori il 'valore aggiunto' della TARES rispetto a TARSU e TIA: gli altri servizi comunali, quali illuminazione stradale, manutenzione manto stradale e via dicendo, presenti solo nella TARES.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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