Mercoledì, 11 Dicembre 2013 12:16

la rivolta dei forconi: chi sono e cosa vogliono

Da tempo si diceva "ormai la gente non ce la fa più, qui si arriva ai forconi". Beh, qualcuno ha raccolto l'invito, ed è sceso per le strade per davvero, bloccando i trasporti pubblici. Ma aldilà dell'ovvio significato di immagine, vediamo chi c'è dietro la rivolta dei forconi e soprattutto cosa vogliono.

Tutto è cominciato la sera di domenica 8 dicembre: blocchi stradali, blocchi ferroviari, assalti urbani, presidi, cortei e volantinaggi: hanno  bloccata una buona porzione d'Italia al grido della "mobilitazione dei forconi".

Scene da guerriglia urbana a Torino, paralisi dei treni in Liguria, caos a Milano, tensioni in Triveneto e Emilia-Romagna, disagi nel meridione, in particolare in Puglia, Campania e Sicilia. Sono agricoltori, rappresentanze di autotrasportatori, ma anche artigiani e commercianti, piccoli imprenditori, disoccupati, studenti, addirittura semplici cittadini. Ed in mezzo a tutti loro, alcuni simpatizzanti di estrema destra. Al grido "fermiamo l'Italia".

Franco Cupi, del movimento "popolo dei forconi" - nato in Sicilia insieme al "movimento dei forconi", dal quale si è in seguito staccato - spiega che si tratta di gente "di tutto il mondo del lavoro, non ci sono categorie separate dalle altre". Appunto i forconi sono "un simbolo del lavoro che ricorre spesso nelle rivolte popolari: quando la gente non ne poteva più, impugnava i forconi".

Un movimento cui aderiscono entità diverse in un miscuglio complesso: azione rurale Veneto, associazione autotrasportatori liberi, Life Veneto, CRA, COBAS latte, e via dicendo: tutte realtà che non si riconoscono nei sindacati di categoria. Perchè, a loro dire, i sindacati difendono le categorie, mentre la loro è una protesta del popolo. "Ci stanno uccidendo con la disperazione, la perdita della dignità, ci stanno togliendo tutto, anche le case", spiega ancora Cupi.

E cosa chiedono, contro cosa combattono coi forconi in mano? basta leggere il loro volantino, distribuito nelle piazze.

1. contro "il Far West della globalizzazione, che ha fatto sparire il lavoro: l'Italia si ferma perché ci hanno accompagnato alla fame".

2. contro "questo modello di Europa, per riprenderci la sovranità dei popoli e monetaria". Quindi, c'è chi dice di uscire dall'euro e chi propone la creazione, accanto all'euro, di una moneta locale complementare, diciamo a "velocità diversa". In finale, si chiede un referendum popolare.

3."per riappropriarci della democrazia".

4. "contro il governo, un governo di nominati", quindi per tornare a votare prima possibile con una nuova legge elettorale più vicina alla volontà del popolo e non ai giochetti delle liste bloccate dai parliti.

5. per difendere "la nostra dignità, contro le politiche di auterità". Ma anche contro EQUITALIA: "il movimento dei forconi è un'associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse e del maltrattamento da parte delle istituzioni", si legge nella pagina Facebook del movimento creata da Martino Morsello, ex imprenditore siciliano di Marsala. Lo stesso Morsello aggiunge: "il mio allevamento di pesce, che aveva 120 dipendenti, è fallito nel 2003". Per lui "la battaglia delle battaglie è bloccare tutte le procedure esecutive, in primis quelle di insolvenza, e poi quelle di fallimento".

Ma attenzione a non far confusione: movimento dei forconi e popolo dei forconi sono due anime nate dallo stesso contesto siculo ma poi cresciute separatamente.

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com

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