Domenica, 12 Ottobre 2014 14:00

la grande fuga (dei capitali all'estero)

Si sta verificando, negli ultimi mesi - in particolare tra agosto e settembre - in modo sempre più intenso ed allarmante, un ingente deflusso di capitali dall'Italia verso l'estero, ad esempio tra agosto e settembre. La si può leggere come un segnale manco troppo celato della sfiducia degli investitori sull'andamento futuro della nostra economia. Pronti per il commissariamento dalla Troika?

Finora l'Italia brindava ai rendimenti dei titoli di stato ormai caduti ai minimi storici - il che vuol dire scarsissimi interessi verso i creditori dei titoli stessi. Ci sono però notizie pessime sempre sullo stesso fronte.

Il sistema Target 2 della BCE, quello che monitora i rapporti di credito - debito tra i paesi membri dell'Eurozona, ha registrato nel mese di agosto un deflusso di capitali dal Belpaese di 30,3 miliardi. A settembre addirittura 37 miliardi. In soldoni, è il caso di dirlo, l'Italia come sistema Paese ha visto sfuggirgli capitali per oltre 67 miliardi.

Nel periodo tra la metà del 2011 e la metà del 2012 i mercati finanziari scommettevano sull'imminente scomparsa della moneta unica, ed allora la situazione della fuga di capitali all'estero sembrava nerissima. Niente al confronto delle cifre appena dette. Oltretutto, stavoilta in tutta Europa siamo gli unici a registrare i deflussi di capitali così ingenti: Grecia, Portogallo, Spagna ed altri membri dell'Europa hanno mantenuto i saldi quasi invariati. Evidentemente, ciò che rema contro la nostra economia è solo "cosa nostra".

Sì, ma cosa? Un deflusso di capitali così lampante potrebbe essere il risultato di due fattori: il saldo commerciale e il saldo finanziario.

Il primo dovrebbe far corrispondere questi 67 miliardi in meno ad un tracollo delle esportazioni italiane o ad un'impennata delle importazioni. Cioè, importiamo di più (spendiamo di più) ed esportiamo di meno (incassiamo di meno), quindi la abilancia è in negativo. Ma non è così: in attesa che arrivino i dati sulla bilancia commerciale, non ci sovviene alcun terremoto che abbia potuto provocare in soli due mesi un tale effetto sulla bilancia import/export.

Quindi resta il secondo fattore, il saldo finanziario. Tradotto, la fuga di capitali all'estero. Strano però, perchè guardando ai rendimenti dei nostri BoT e BTp, ma soprattutto all'elevata domanda che si riscontra a ogni asta, non pare che gli investitori stiano fuggendo dai nostri titoli di Stato, anzi. In compenso, stanno fuggendo dalla borsa italiana, che infatti ha perso quasi il 10% - circa 40 miliardi di euro.

Ma anche questo non è tutto: il fenomeno in borsa ha coinvolto un po' tutti i listini europei e la stessa Wall Street, quindi non è solo "cosa nostra". Ed ecco che il Target 2 ci spiega cosa succede: i 67 e rotti miliardi sono fuggiti dall'Italia e per metà sono finiti in Germania, il resto con ogni probabilità in nord Europa - dove proprio negli ultimi mesi si sta registrando un apprezzamento delle sue valute.

Conclusione (ipotesi): gli investitori fuggono dai bond privati e dalle azioni italiane ma non smobilizzano al momento i titoli di Stato, dato che l'Italia è l'unica economia europea a non mostrare segnali di ripresa, unica in recessione anche per quest'anno con un debito pubblico ormai verso il 140% del PIL, una disoccupazione ai massimi storici, un deficit a ridosso del limite massimo del 3%, uno stato di iniziale deflazione e consumi e investimenti al palo.

Lo scenario da brivido si completa con una politica paralizzata, che non sembra in grado di varare alcuna riforma, nonostante il paventato coraggio del premier (vedasi anche l'ultima imbarazzante sceneggiata sull'art.18 e "Jobs Act").

In futuro cominciamo a prepararci ad un attacco finanziario non per tutta l'Eurozona, ma solo per l'Italia. Alla fine, constatata la situazione fallimentare politico - economica, saremo commissariati dalla Troika (UE, BCE e FMI).

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

Letto 506 volte