Giovedì, 31 Ottobre 2013 13:00

la Cancellieri e miss Fondiaria Sai, umanità o interessi?

Ormai è di pubblico dominio: Anna Maria Cancellieri, attuale ministro di Giustizia, ha fatto pressioni per far scarcerare Giulia Ligresti, rampolla dell'immobiliarista siciliano Salvatore Ligresti. Già, il patron di Fondiaria Sai. Già, proprio il gruppo assicurativo dove lavorava il figlio della Cancellieri, dirigente superpagato, liquidato con una buonuscita milionaria.  

Annamaria Cancellieri, come servitore dello Stato, sa bene quanto sia cruciale essere ed apparire irreprensibili. L'interessamento umanitario e solidale è sacrosanto, purchè però non diventi abuso o, peggio, interesse. Si sa, il ministro è "buona amica da diversi anni" della compagna di Salvatore Ligresti, proprio il datore di lavoro del figlio del Guardasigilli, Piergiorgio Peluso, liquidato dal gruppo dopo pochi mesi di "lavoro" con 3,6 milioni di euro di buonuscita.

Ma veniamo ai fatti. Anna Maria Cancellieri è iscritta nell'inchiesta di Torino sul caso Fonsai: ascoltata lo scorso agosto a Roma dai magistrati, ammise di essersi interessata - su sollecitazione della famiglia Ligresti - alle condizioni di salute di Giulia, la figlia di Salvatore Ligresti. E guarda il caso, dopo alcuni giorni dalla telefonata Giulia viene scarcerata e messa ai domiciliari.

Ovviamente sulla vicenda si scatenano falchi e colombe, come si dice oggi: il Movimento 5 Stelle è pronto a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro se non ci sarà un chiarimento sulla vicenda, sono parole del "falco" Alfonso Bonafede, deputato grillino vicepresidente della commissione Giustizia della Camera. Mentre Angelino Alfanoè più "colomba": secondo lui si tratta di una vicenda strumentalizzata ad arte, dove il ministro ha mostrato la sua grande sensibilità e la sua attenzione per le condizioni di salute in cui versava Giulia Ligresti.

Ed arriviamo alla telefonata: il 17 luglio il ministro chiama l'amica Gabriella Fragni, la compagna di Salvatore Ligresti: "Se tu vieni a Roma, proprio qualsiasi cosa adesso serva, non fate complimenti, guarda non é giusto, non é giusto". E continua: "Io sono mesi che ti voglio telefonare per dirti che ti voglio bene, la vita mi scorre in una maniera indegna. Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare conta su di me, non lo so io cosa posso fare, però guarda sono veramente dispiaciuta. Sono veramente dispiaciuta. Ma sono mesi che ti voglio...poi ci sono state le vicende di Piergiorgio" - Peluso, il figlio del ministro - "quindi...guarda...Eh vabbé io non so se quanto mai rientrerò a Milano, ma appena riesco ad arrivarci, ormai fino a tutto settembre, ti vengo subito a trovare. Però qualsiasi cosa veramente, con tutto l'affetto di sempre...con tutto l'affetto di sempre guarda, non...Ti abbraccio con tantissimo affetto".

Secondo la Guardasigilli non c'è stato nessun trattamento di riguard: "Mi sono comportata nello stesso modo quando sono pervenute al mio Ufficio segnalazioni, da chiunque inoltrate, che manifestassero preoccupazioni circa le condizioni sullo stato psicofisico di persone in stato di detenzione". "Intervenire è compito del ministro della Giustizia. Non farlo sarebbe colpevole e si configurerebbe come una grave omissione. Non c'è stata, quindi, né poteva esserci, alcuna interferenza con le decisioni degli organi giudiziari. Nella mia comunicazione al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, non vi è stato nel modo più assoluto, come ampiamente dimostrato, alcun riferimento a possibili iniziative finalizzate alla eventuale scarcerazione della Ligresti". "Naturalmente, sono pronta a riferire in Parlamento, ove richiesta, per poter dare ogni chiarimento che si rendesse necessario".

Inutile giraci intorno: chiunque nel PDL - tranne chi sta al governo come Alfano, ovvio - direbbe che una vicenda simile è stata trattata in un modo completamente diverso dalla magistratura. Dobbiamo essere più espliciti? Quando si trattò della celebre "nipote di Mubarak" e fu mandata la Minetti a prendere in consegna la persona arrestata, tutti ricordiamo com'è andata a finire: abuso d'ufficio e prostituzione minorile. Va bene, qui non c'è nessuna nipote di Mubarak - "solo" la figlia del capo del proprio figlio - ma l'abuso d'ufficio?

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com

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