Giovedì, 01 Agosto 2013 14:00

la caduta di Berlusconi. troppo presto per festeggiare

A tutti coloro che in questi giorni hanno stappato bottiglie di costoso champagne festeggiando la condanna del "caimano", magari conviene fare esercizio di memoria. A cominciare da novembre 2011, quando magari gli stessi festeggiavano la caduta del suo governo. Ancora convinti che sia davvero finita?

Fiumi di champagne, trombette, cappellini, grida da stadio, stelle filanti, per le strade d’Italia sembra quasi di essere a Capodanno o a carnevale. Ora, il punto di questo testo non è giudicare o meno se sia giusto gioire per la condanna di Berlusconi piuttosto che, animati da quel vittimismo tutto pidiellino, lamentarsi, sbraitare e prepararsi alla "guerra civile", come tuona (si fa per dire) Sandro Bondi.

No, il punto è capire se davvero ci sia qualcosa da festeggiare, o se l'opposizione al "Caimano" si sia ancora una volta illusa che il loro "spauracchio" si fosse finalmente estinto.

Ritorniamo a novembre del 2011, dove magari le stesse persone oggi in piazza con la trombetta alla bocca festeggiavano con tanto di orchestra davanti al Quirinale le dimissioni dell'allora presidente del Consiglio. Beh, lo davano per finito, giusto? credevano senza ombra di dubbio di essersi liberati del "tiranno". Poi però si saranno mangiati anche i tappi dello champagne con cui avevano festeggiato, vista la fame che ci ha fatto patire il governo Monti. E cosa è successo dopo? Nuove elezioni, e lui era ancora lì, ma non da spettatore, bensì da protagonista della scena politica: è riuscito a piazzare nell’attuale governo gli uomini a lui più vicini, a cominciare dal ministro - e vicepresidente del Consiglio - Alfano.

Ora che è condannato senza possibilità di altro appello - ma i suoi legali cercano qualche porta da bussare in Europa -  si devono ricalcolare i tempi di interdizione dai pubblici uffici - anche questo un aspetto assurdo: per evitare ad un condannato di svolgere cariche pubblice di assoluto potere ci serve l'interdizione? Alla fine, comunque, non potrà ricandidarsi ma... sarà comunque al centro della scena politica: basti pensare a Beppe Grillo, leader assoluto di un movimento ma nemmeno candidato. O qualcuno crede che, senza un mandato da Onorevole, cessi l'influenza politica di Silvio Berlusconi?

Insomma, c'è poco da festeggiare: dopo cadute di governo, interdizioni, condanne passate in giudicato, qualche treppiede e "Madunina" scagliate in faccia, Silvio è ancora al suo posto di protagonista assoluto della Seconda Repubblica e ci rimarrà, presumibilmente, per molto tempo ancora.

Perchè la forza di Silvio è il suo elettorato, quello di centrodestra: un po' pigro, poco disciplinato e difficilmente indottrinabile, ma c’è una sola cosa che riesce a ricompattarlo, la "pena" per il suo leader ingiustamente attaccato dalle "toghe rosse". Chi oggi non sta festeggiando, in questo momento aspetta con ansia il momento di votare, unica risposta concreta a ciò che reputa come un sopruso.

Per chi non se ne sie accorto, a settembre rinascerà Forza Italia - magari sotto la guida di Marina invece che del padre, che rimarrà dietro le quinte, ma che cambia?

In una situazione politica nazionale che vede il PD allo sfascio, il M5S indebolito da una attività parlamentare dei suoi grillini paragonabile allo zero assoluto - a fine legislatura il ricavato della vendita degli apriscatole sarà devoluto in benificienza, un po' come lo smacchiatore di Bersani - una destra che balbetta tremendamente nel trovare la sua strada,  e per finire il famoso "centro" con la lista civica di Monti, la cui morte clinica pare dichiarata da tempo... che vi aspettate: il potere che questa "ingiusta" condanna dà a Berlusconi è probabilmente superiore a quello che ha avuto negli ultimi vent'anni all’interno della scena politica italiana.

Vedrete a settembre come Forza Italia rinascerà più forte di prima. Ed ora... tornate pure ai vostri trenini di piazza!

 

FONTE:  http://www.qelsi.it

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