Venerdì, 15 Novembre 2013 20:06

l'Europa boccia la legge di stabilità: misure insufficienti ed obiettivi ancora lontani

Mentre qualcuno vede la luce in fondo al tunnel, l'Europa si mostra delusa per le misure che l'Italia sta mettendo in campo con la legge di stabilità del governo Letta: il debito pubblico è aumentato troppo rispetto agli obiettivi previsti, e le misure per ridurlo sono giudicate insufficienti. Uno schiaffo al premier "balls of steel".

La commissione europea ha sostanzialmente bocciato la legge di stabilità del governo di Enrico Letta. Limitati, a quanto pare, i progressi compiuti sul fronte del risanamento rispetto alle raccomandazioni espresse a maggio dal consiglio europeo.

I commenti proseguono: secondo Bruxelles l'Italia rischia di sforare i limiti di deficit previsti dal patto di stabilità. Oltretutto, tenuto conto dell'aumento del debito pubblico - oggi al 133% del PIL e previsto al 134% nel 2014, non concederà al Belpaese i promessi margini sugli investimenti.

A dirla tutta, nei mesi scorsi l'Europa aveva promesso all'Italia criteri meno restrittivi per il deficit italiano del 2014, che avrebbe potuto attestarsi al 2,5% del PIL e non al 2,2% massimo prima indicato, e questo grazie al fatto che l'Italia era uscita dalla procedura d'infrazione per deficit eccessivo. Poi però Bruxelles si rimangia la parola, causa l'innalzamento del debito maggiore delle attese e gli sforzi di risanamento giudicati inferiori agli auspici: alla fine vengono meno per il nostro paese 3 miliardi di euro di investimenti.

E' quindi un colpo durissimo per il governo delle larghe intese, quello che - solo loro, a quanto pare - vede dappertutto segni di ripresa. Colpo che era stato anticipato da segnali di disappunto, ad inizio di questa settimana, quando la commissione europea aveva puntato il dito su debolezze croniche come l'export, la bassa crescita e un aumento delle povertà e dell'emarginazione.

A questo punto, la bocciatura della legge di stabilità potrebbe accendere nuove tensioni nella maggioranza sui vari provvedimenti in materia fiscale. Come lo scontro prevedibile sull'abrogazione dell'IMU sulla prima casa, ma anche le misure per ridurre il cuneo fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti o svariati provvedimenti di spesa. Un indebolimento all'immagine del premier Letta e della sua squadra di governo, proprio lui che - ovviamente per sue stesse parole - in Europa è chiamato "balls of stells".

Anche le stime di crescita per il prossimo anno sono otto i riflettori di Bruxelles: se già sembra inverosimile, incredibile, impossibile un aumento del PIL dell'1%, a maggior ragione potrebbero essere necessario rivedere le stime al ribasso, visto che le previsioni tengono in conto i "famosi" miliardi europei promessi ed ora svaniti. Quindi, l'Italia dovrebbe anche aggiustare i conti el 2014 di un ulteriore 0,3% del PIL, cioè dovrà rimettere mano alla legge di stabilità e prevedere ulteriori misure di risanamento - tutte da inventare - per quasi 5 miliardi di euro.

Si può immaginare che in un clima politico da rissa e di totale eterogeneità dentro la maggioranza, quanto appena accaduto possa determinare l'implosione del governo Letta.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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