Domenica, 03 Novembre 2013 14:17

l'esercito della politica

L'immagine qui sopra dice già tutto: secondo uno studio della UIL, gli statali stipendiati per gestire l'amministrazione pubblica sono più di un milione. Con costi, diretti e indiretti, che ammontano alla incredibile cifra di 23,9 miliardi di euro all'ano. Tutti pagati con le tasse. Una gigantesca palla al piede che impedisce la ripresa dell'Italia.

In Italia siamo circa 60 milioni. Beh, per chi non lo sapesse una persona su sei è un gestore della "cosa pubblica", legato alla politica locale o nazionale.

Come scriveva Max Weber nel 1919, "La politica e la scienza come professioni". Piuttosto la prima, diremmo oggi: nel dubbio se vivere per politica o di politica, il grande sociologo tedesco distingueva benissimo. Chi vive per la politica dirige tutta la sua esistenza in senso interiore intorno ad essa, mentre chi vive di politica cerca solo di trarre da essa una fonte durevole di guadagno. Aldilà di quello che ci dicono oggi i "diretti interessati", è chiaro a tutti che in Italia esistono solo i politici di professione, attaccati rigidamente alla poltrona. E sono tanti, non solo quelli che si accapigliano in Parlamento, falchi o colombe: sono ben 1.128.722. Una specie di popolo nel popolo.

Cominciando dagli eletti, quindi quelli che in qualche maniera quelli che abbiamo voluto: in Parlamento e governo (1.067), nelle Regioni (1.356), nelle Province (3.853) e nei Comuni (137.660). Tnati di costoro non li conosciamo neanche, ma in fondo le cariche elettive sono pochine, quasi il 12%. Il grosso è un sottobosco di meno noti: i consigli di amministrazione delle aziende pubbliche (24.432), i collegi dei revisori e collegi sindacali delle stesse aziende pubbliche (44.165), il supporto politico nelle varie assemblee elettive (38.120). Ed infine i più numerosi: 390.120 persone facenti parte dell'apparato politico, e 487.949 persone con incarichi e consulenze di aziende pubbliche.

I numeri sopra elencati - in parte esatti, in parte stime comunque molto attendibili - fanno parte di una ricerca della UIL, curata direttamente dal segretario confederale Guglielmo Loy. Da cui emerge prepotentemente l'abbondanza di personale che ruota, gravita intorno all'onorevole: comitati elettorali, segreterie dei partiti, collegi elettorali, portaborse, assistenti, consulenti e via dicendo.

La politica è una vera e propria industria - che spende all'anno cifre assurde però, invece che produrre: si pensi al costo dei CdA dei quasi settemila enti e società pubbliche, tipo 2,65 miliardi di euro. Per non parlare delll'esercito dei consulenti, un po' come i più noti "saggi": costano oltre 1,5 miliardi di euro. Questi fanti della politica non hanno fatto alcuna selezione pubblica, beninteso: sono stati chiamati da "qualcuno". E vengono pagati con i soldi di tutti.

Qualche esempio: i vari ministeri hanno speso, soltanto nel 2012, oltre 200 milioni per collaborazioni dirette - i più "spendaccioni" sono stati gli Interni, l’Economia e Finanze, la Difesa e la Giustizia. Come se fossero in penuria di lavoratori: alla Difesa, ad esempio, il ministro dispone di ben 18 collaboratori quanti ne ha quello della Giustizia, e gli incarichi sono quasi tutti di pertinenza politica.

Spesso sono sempre le stesse persone, che "ballano" tra un onorevole all'altro, ogni volta col solito sistema: il politico cedente, prima di concludere il rapporto con il prezioso collaboratore, lo "sistema" nell'ufficio del collega. Una catena di favori, simpatie e privilegi senza fine. Un esempio? Nell'ufficio di gabinetto del Ministro della Difesa, Mario Mauro, troviamo l'autrice del libro "Guerra ai cristiani". Che per chi ha poca memoria, è stato scritto insieme allo stesso Mauro. Ma i casi sono infiniti, certo non solo attribuili alla sola Difesa o al solo Mauro.

E arriviamo al conto finale: secondo lo studio della UIL, i costi della politica - diretti ed indiretti - ammontano a circa 23,9 miliardi di euro all'anno.

Come segue: 6,4 miliardi di euro per il funzionamento degli organi istituzionali, 4,6 miliardi di euro per le consulenze e il funzionamento organi delle società partecipate, 5,8 miliardi di euro per altre spese (auto blu, personale di "fiducia" e amici vari), 7,1 miliardi di euro per il sistema istituzionale.

Una cifra colossale, pari all'11,5% del gettito IRPEF nazionale, in altri termini 772 euro medi annui a carico di ciascun contribuente - compresi i politici e loro amici.

La UIL suggerisce anche gli eventuali risparmi, sempre i soliti - quelli che nessuno nei palazzi vuole attuare - quantificabili in totale in 10,4 miliardi di euro di risparmi annui. Tutto inutile: i palazzi del potere sono pieni di studi sui possibili risparmi. A cominciare dalle geniali idee dei costosissimi saggi.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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