Mercoledì, 01 Aprile 2015 14:00

l'affare dei profughi: poveri loro, poveri noi

Vi sentite di condividere i post leghisti di Salvini e le sue idee contro gli immigrati ed in general contro tutti quelli che non sono italiani e non contribuiscono alle tasse? Credete che gli immigrati siano dei furboni che vengono qui a farsi mantenere a spese nostre? Meglio capire presto chi davvero ci guadagna, e chi è solo una vittima del sistema. Buona lettura.

Cominciamo con dei numeri: 680 immigrati di colore sono ora accolti in Irpinia. Chi paga, e quanto paga?

Sfatiamo qualche mito, spesso agitato da quel politicante che vuole agitare le folle contro gli immigrati - che secondo lui fanno la bella vita alle spalle nostre - o l'altro politicante che, al contrario, vuole sminuire il fenomeno raccontando che il contribuente italiano non paga nulla ma paga l'Europa - come se questa fosse un'entità disgiunta dall'Italia e soprattutto benefica. Basta raccontar balle che poi il popolo di Facebook beve in un sol sorso, senza neanche pensarci su.

Ecco come stanno le cose: gli immigrati, come quelli in Irpinia, non incidono sulle nostre tasche nemmeno per un centesimo: i soldi necessari sono messi a disposizione dalla Comunità Europea per provvedere alla loro permanenza sul suolo nazionale.

Attenzione. Punto uno, l'Europa la paghiamo tutti noi, italiani francesi tedeschi e via dicendo. Quindi i soldi dell'Europa sono anche nostri. Punto due, in assenza degli immigrati i soldi non verrebbero affatto assegnati, in altre parole non è che possono essere risparmiati e spesi ad esempio per ridurre il debito pubblico o dare pi sussidi agli italiani disoccupati. Nossignori, i fondi europei sono "etichettati" per quel fine, come dire assegnati agli immigrati: no profugo, no money.

Basta quindi a raccontare delle presunte rette consegnate nelle mani dei profughi, di salari giornalieri da mille e una notte, di privilegi e assistenzialismi irrispettosi del disagio delle comunità locali: tutte balle utili solo a montare la polemica politico – sociale in salsa leghista: i soldi, come detto anche nostri - sono erogati a chi si dovrebbe render cura degli immigrati: cooperative ed ONLUS cosiddette "umanitarie". Avete già capito il trucco? Queste organizzazioni vengono "incaricate" di gestire la quotidianità degli ospiti giunti dalle coste dell'Africa e da altri Paesi coinvolti in conflitti civili e in condizioni di estrema povertà. Ma quanto davvero arriva in tasca dell'immigrato?

Aldilà di esternazioni dei singoli, che qualcuno potrebbe definire bizzare o addirittura razziste - un esempio per tutti, il sindaco di Flumeri ha imposto l'uso agli extracomunitari di giubbotti catarifrangenti, per evitare investimenti notturni - bisogna dire che la comunità autoctona irpina non ha mostrato particolare interesse alla presenza degli ospiti, in particolare non ha manifestato disagio e intolleranza verso questi "ospiti". Al contrario, meno solidali e accoglienti si sono rivelate le istituzioni deputate alla gestione dell'emergenza.

Andiamo quindi alle cifre. Ad oggi la retta per ogni immigrato varia dai 29 ai 35 euro, secondo l'appalto aggiudicato alle cooperative che hanno partecipato. Denaro messo a disposizione dall'Europa, l'abbiamo detto, nell'ambito dei due programmi MARE NOSTRUM prima e FRONTEX adesso. A conti fatti, la Comunità Europea spende quindi ogni giorno per gli ospiti delle strutture irpine poco meno di 20 mila euro, cioè circa 7 milioni di euro l'anno. Solo per gli immigrati in Irpinia, abbiamo detto: appena 680 persone. Troppo pochi, visto che la Prefettura di Avellino ha comunicato che l'Irpinia può incrementare fino a 1.000 i posti di accoglienza in caso di necessità.

E torniamo alla domanda di prima: della retta giornaliera corrisposta dall'Europa, quanto finisce effettivamente in tasca ad ogni immigrato? Si può stimare circa 2,50 euro al giorno, quando arrivano beninteso. Perchè il primo ritardo è nei pagamenti, rigorosamente in contati, agli immigrati. Mensilmente un immigrato dovrebbe percepire 75 euro, cioè circa 800 euro all'anno. Soldi che, nella maggior parte dei casi, prendono la via di casa facendo guadagnare, se va bene, le agenzie di money transfer (se va male, la criminalità locale). Già, perchè prendendo d'esempio la Nigeria, lì lo stipendio medio è di 2.500 euro all'anno, ma ben oltre il 70% della popolazione sfiora i mille euro all'anno. Come dire, l'elemosina dell'Europa all'immigrato è pari ad uno stipendio da lavoratore in Nigeria!

Tutto chiaro, ma allora i restanti 27,50 euro giornalieri, 30 euro pagati dall'Europa meno 2,5 euro effettivamente dati all'immigrato - dove finiscono? Semplice, restano alle cooperative vincitrici dell'appalto di servizio, proprio come indennizzo per provvedere, secondo rigidi regolamenti, ed almeno sulla carta, a procurare agli assistiti il vitto (è previsto secondo le usanze alimentari dei Paesi di origine e secondo le credenze religiose), l'alloggio, l'assistenza sanitaria, il vestiario periodico ed addirittura i corsi di formazione, principalmente alfabetizzazione alla lingua italiana.

Volete la situazione reale? Non occorre neanche farsi un giro sul posto per scoprire la dura realtà fatta di disagio e sporcizia, basta guardare le foto su internet. Tenete conto oltretutto che circa il 75% degli immigrati in Irpinia attualmente risiede in case sfitte che le cooperative hanno provveduto a fittare da privati, o magari vecchi alberghi in disuso che non vedevano un cliente soggiornare nelle loro stanze da tempi immemori. Anche questi privati, quindi, guadagnano la loro bella fetta della torta (cioè parte dei famosi 30 euro al giorno) su un affitto che, altrimenti, nessuno avrebbe loro corrisposto. Un bell'affare anche per questi, vero?

Ovviamente, per nessuno degli immigrati irpini è previsto un sistema di trasporto: per chi per esempio alloggia a Manocalzati, o sulla Statale di Venticano, non è facile raggiungere i luoghi in cui ad esempio dovrebbero tenersi di corsi di formazione. Ecco che, quindi, continuano a vagabondare intorno ai propri alloggi, magari elemosinando qualcosa dalla cittadinanza locale.

E chi saranno i gestori delle cooperative o delle ONLUS? La cooperativa "New Family" del napoletano, ad esempio, o la "Hengel" del salernitano. Quest'ultima balzata ai disonori della cronaca nera per alcuni inquietanti episodi di intimidazione ai danni dei loro assistiti presso strutture della piana del Sele ed una cooperativa romana che gestisce 30 immigrati ad Ospedaletto. Nessuna novità: credete davvvero che il sistema sia diverso da quello diventato celebre a Roma sotto il nome di MafiaCapitale?

E' certo che la crisi, la mancanza di lavoro, l'assenza di misure concrete per lo sviluppo renda l'Irpinia meno ospitale di quanto potrebbe essere se le autorità locali sfruttassero le sue tante potenzialità, specie a beneficio degli stessi abitanti che la popolano. Ma non sono certo mille profughi ad averla resa tale o addirittura peggiore di quanto non fosse prima del loro arrivo: sono anche e soprattutto gli "squali" nostrani che aspettano l'arrivo degli immigrati per usarli come espediente per le loro speculazioni e loschi traffici. Le vittime, in finale sono gli immigrati stessi, stipati in alloggi in condizioni igienico - sanitarie disumane e spazi claustrofobici solo per poter permettere alle organizzazioni di ottenere  soldi dall'Europa. Che anche noi contribuenti itialiani paghiamo.

 

FONTE: http://www.irpinianews.it

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