Giovedì, 04 Maggio 2017 12:00

IVA ancora una volta in aumento

Stavolta è ufficiale: l'IVA aumenta ancora una volta, altro che le promesse a varie voci di non aumentarla di nuovo. Sale a 25 percento, ossia un quarto dell'importo fatturato va in imposta. Difficile immaginare che gli effetti di questa decisione contrastino l'aumento de 'nero', anzi...

Dopo aver parlato in questo articolo delle tendenze e difficoltà degli altri Paesi, trniamo in casa nostra.

Ce lo chiede l'Europa, dicevano. Fatto sta che la manovra correttiva arriva dritta in Gazzetta Ufficiale e diventa legge: si tratta del decreto legge n.50 del 2017, che parla di IVA proprio all'articolo 9. Novità che tutti gli italiani, che vendono ed offrono servizi al dettaglio - ed i relativi clienti, avrebbero volentieri evitato. E, pensate, bisogna pure ringraziare chi ci governa, perché, stando alle voci diffuse tra i corridoi dei palazzi del potere, la correzione in aumento doveva essere anche più severa. Come dire, poteva andare peggio.

La questione, a dirla tutta, non è stata molto pubblicizzata: riguarda le cosiddette clausole di salvaguardia che scattano in automatico a copertura di eventuali problemi nel raggiungimento dell’obiettivo di riduzione del rapporto tra deficit e PIL.

Vediamo come stiamo messi: le previsioni odierne ci raccontano di un deficit per il 2018 di circa 19,5 miliardi di clausole di salvaguardia. Le quali, appunto, potrebbero far scattare già a partire dal prossimo gennaio aumenti automatici delle aliquote IVA, attualmente fissate al 10 percento (aliquota ridotta) e 22 percento (aliquota 'piena').

Per completezza, citiamo anche la presa di impegno del governo Gentiloni nel ribadire l’impegno a disinnescare le clausole di salvaguardia, evitando quindi l'insorgere di tale aumenti all'IVA, ma resta inteso che, se non si troveranno le coperture per quasi 20 miliardi di euro, ogni promessa o impegno sarà stato vano.

Andando alle cifre, dal primo gennaio 2018 l'aliquota IVA oggi applicata in misura ridotta al 10 percento aumenterà all'11,5% (meno peggio, diciamo, rispetto al 13 percento come previsto dal governo Renzi nella legge di bilancio 2015) per poi salire al12 percento nel 2019 e al 13 percento nel 2020. L'aliquota completa oggi al 22 percento, invece, nel 2018 diventa al 25 percento, nel 2019 al 25,4 percento (anziché al 25,9 percento come previsto dal governo Renzi) per poi scendere - staremo a vedere - al 24,9 percento nel 2020 e tornare al 25 percento nel 2021.

La propaganda di governo - come il giornale 'La Stampa" - aveva annunciato nelle scorse settimane la misura come una riduzione dell'IVA, pensate, ma si tratta appunto di un gioco di parole: è una riduzione - minima - rispetto a quanto aveva già fatto approvare Renzi. Un po' come quando si diffondono notizie disastrose, per poi ridurne la portata facendo pure la bella figura di aver migliorato le attese...

 

FONTE: http://tgcom24news.com

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