Lo scopo è quello di ridurre i contenziosi. Insomma, indurre il cittadino a non far più ricorso contro le multe. I mezzi sono i soliti: aumentano i costi per attivare i ricorsi e diminuiscono le probabilità di avere un rimborso completo delle spese sostenute in caso il ricorso fosse vinto. Insomma, come se lo Stato ci dicesse "zitto e paga". Ancora una volta, pur di far cassa lo Stato fa razzia dei diritti del cittadino.

In base alla legge in vigore il pagamento delle multe, come la maggior parte dei pagamenti verso lo Stato, dovrebbe avvenire per via telematica attraverso il bonifico. Invece, per esperienza diretta a Taranto funziona ancora come ai tempi della Prima Repubblica, con tutta l'arroganza di non voler cambiare ed adeguarsi. Tanto l'unica cosa che conta è che il cittadino paghi, chi se ne frega se per farlo incontra difficoltà burocratiche.

Venerdì, 25 Gennaio 2013 13:00

scandalo MPS: facciamoci alcune domande

Banche e politica, un connubio indissolubile. Ridicolo da parte dei partiti difendersi affermando che sono estranei alle vicende poco chiare del gruppo Monte Paschi di Siena. Oltretutto, alzi la mano chi crede alle parole del PD - per voce di Bersani - secondo cui il partito non c'entra nulla con le decisioni della dirigenza di MPS, un vero e proprio gruppo bancario della sinistra, con meccanismi di nomina dei suoi dirigenti simili ad elezioni di partito. Piuttosto, poniamoci alcune domande legittime e bipartisan, nella speranza che qualcuno risponda in modo - una volta tanto - circostanziato e convincente.

Venerdì, 25 Gennaio 2013 13:00

MPS in crisi. chi deve temere?

Da quando è iniziata la crisi, intorno al 2008-2009, ogni volta che qualche gruppo bancario o affini minaccia crisi ognuno si guarda in tasca temendo ricadute su se stesso. In questo caso, i correntisti stiano tranquilli visto che la crisi del gruppo senese non riguarda la sua solvibilità. Invece, gli azionisti dovrebbero dormire sonni meno tranquilli. Vediamo i dettagli.

In giro per l'Italia ci sono tanti carrozzoni inutili come cattedrali nel deserto. Come il CNEL, il cui prodotto non è, nei fatti, di alcuna utilità. Ma che può convenientemente fungere da serbatoio di poltrone per personaggi legati alla politica in rampa di lancio per incarichi più prestigiosi. Insomma, una panchina dorata. Tanto paga Pantalone.

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