Giovedì, 21 Maggio 2015 12:40

India: chi deposita l'oro in banca ottiene gli interessi

L'oro delle famiglie in India può rendere interessi. Diventa possibile portare il proprio oro in banca e ottenere una rendita. Il governo così mette le mani su circa 20.000 tonnellate di metallo finora detenute dalle famiglie senza alcun ritorno economico.

A suo tempo, fino a due anni fa le famiglie indiane erano le prime detentrici al mondo di oro, poi il primato passò alla Cina. Il sorpasso, a dirla tutta, è stato dovuto alle misure che il precedente governo indiano aveva introdotto nel 2013 per frenare le importazioni e migliorare così il saldo delle partite correnti, in profondo rosso. In dettaglio, fu prevista una legge (da qualche mese abrogata) secondo la quale almeno il 20% dell'oro importato doveva poi essere esportato, volendo dopo le lavorazioni del caso.

Beninteso, l'amore degli indiani per l'oro non è mai calato.

La prima ragione è culturale: forse saprete che il prezzo dell'oro tende a crescere a ridosso della festa hindu del Diwali, che si tiene a ottobre, durante la quale la popolazione indiana acquista pesantemente il metallo e quindi accresce la domanda mondiale.

La seconda ragione è decisamente più pratica: l'oro permette di difendersi dalla perdita di acquisto della moneta, affetta da un'inflazione ancora elevata - ma tutto sommato accettabile, ad aprile al 4,9% - ed una rupia storicamente debole. Nonostante la buona gestione finora applicata della Reserve Bank of India, con l'impegno del nuovo premier Narendra Modi a garantire la stabilità dei prezzi, la rupia ha perso nell'ultimo anno contro il dollaro il 7,5%, più del 37% negli ultimi 5 anni.

Proprio per questo, il ministro delle Finanze, Arun Jaitley, ha indirizzato le banche ad accettare depositi in oro, sui quali potranno erogare gli interessi ai clienti, trascorso un periodo di almeno 30-60 giorni dalla data del deposito. L'oro, quindi, potrà essere conteggiato dalle banche o nel coefficiente di riserva obbligatoria o tra la quantità minima di bond detenuti che è loro imposta dalle norme.

L'obiettivo dell'India è di monetizzare le circa 20.000 tonnellate di oro possedute dalle famiglie indiane finora senza alcun rendimento - pensate, parliamo di un ottavo di tutte quelle presumibilmente esistenti nel pianeta - convertendole da un lato in un'occasione di investimento e di rendita per i proprietari, e dall'altro frenando le importazioni dall'estero.

Come noto, l'oro è diffuso tra i grandi investitori come tra le famiglie rurali più povere, quindi la mossa del governo potrebbe portare a una monetizzazione diffusa di un asset apprezzato per la sua solidità. D'altronde, il governo indiano va incentivando questa nuova opportunità anche attraverso un'esenzione totale dei rendimenti offerti dalle banche sui depositi di oro.

Ma ci sono anche i problemi, due in particolare.

Primo, la storica diffidenza degli indiani, specie della fascia della popolazione più povera, verso gli strumenti finanziari e le banche in genere - come biasimarli. Anche se molti sono tentati dall'affare, allo stesso tempo temono di perdere il contatto con una ricchezza tramandata da generazione in generazione.

Secondo, non è facile raccogliere tali quantitativi di oro per depositarlo in banca: occorrerà prevedere l'istituzione di appositi centri di raccolta dell'oro delle famiglie nell'immenso sub-continente asiatico.

A dirla tutta, non è un'idea di oggi: già negli anni passati, sempre in India, si è registrato un boom dei cosiddetti "gold loans", prestiti erogati impegnando il metallo. E comunque, è certo è che il governo vuole trasformare in un business una ricchezza che le famiglie indiane accumulano da secoli senza farne alcun uso concreto.

E' in fin dei conti una mossa apparentemente "win-win". Ossia, sulla carta nessuno ci rimette, i benefici sono per tutti: le banche potranno usare l'oro per aumentare la liquidità disponibile per effettuare prestiti, ed i risparmiatori potranno ottenere interessi depositando i loro gioielli per un certo periodo. Infine, lo Stato potrebbe vedere calo del passivo corrente e la nascita di un nuovo business nel paese.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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