Martedì, 16 Maggio 2017 19:51

in caso di malattia del figlio: come certificare l'astensione dal lavoro

Vediamo in dettaglio come certificare l'assenza dal lavoro a causa della malattia del figlio - febbre, ad esempio: quando è consentita e cosa riportare nel certificato medico.

Dopo quanto detto in questo articolo, parliamo ancora di assenza per malattia - del figlio, questa volta.

La domanda è semplice: se un lavoratore ha il figlio a casa in malattia, ha diritto ad assentarsi dal lavoro? E soprattutto, quali sono i limiti di tali permessi e quali i documenti da produrre per regolarizzare la propria situazione?

Succede abbastanza spesso che un genitore che lavora si svegli la mattina con le migliori intenzioni di andare al lavoro e poi scopre che il figlio ha la febbre e non può andare a scuola. O, equivalentemente, di essere contattato in pieno orario di ufficio dalla scuola ed essere informato che il proprio bambino non sta bene e deve tornare a casa?

Cominciamo da quest'ultimo caso: il lavoratore deve richiedere un permesso per astenersi dal lavoro nel tempo sufficiente all'esigenza - attenzione, di massima non viene però retribuito, a meno di diverse disposizioni espressamente sancite dal contratto collettivo nazionale per il proprio impiego.

Passiamo poi al congedo per malattia del figlio, ossia il primo  e più frequente - caso. Tale permesso è comunque di tipo non retribuito - vale la pena enfatizzare il concetto - che è concesso per legge, alternativamente, alla madre piuttosto che al padre. Anche se adottivi.

In tutti i suddetti casi, sono necessari i seguenti documenti:

- una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che esprime ed esclude la possibilità che anche l’altro genitore stia ricorrendo allo stesso permesso - ciò che sarebbe evidentemente un abuso.

- il certificato di malattia per il proprio figlio, rilasciato dal medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o, alternativamente, al medico di famiglia convenzionato allo stesso servizio. Beninteso, sarà il medico - e non il lavoratore - ad inviare il certificato all’INPS.

Vanno considerati anche i seguenti limiti a tale concessione, ai sensi del Testo Unico sulla maternità / paternità:

- se il figlio ha meno di tre anni, il permesso è concesso per tutta la durata della malattia, senza un tetto massimo di giorni;

- se il figlio ha un’età compresa tra 3 e 8 anni, il permesso è limitato a 5 giorni lavorativi l’anno.

Una nota importante: il bambino non è un dipendente - come lo è il genitore - e quindi non sono previsti né possono essere svolti controlli fiscali per verificare che il genitore stia a casa per prestare l'assistenza. Insomma, l'importante è che il bambino sia certificato in malattia, poi se il genitore resta a casa o meno è un passaggio non verificabile, e quindi non obbligatorio.

Da ciò deriva, come ha confermato la giurisprudenza, un altro concetto basilare: la fase di malattia del bambino per cui spetta il permesso di astensione dal lavoro non deve essere solo quella 'acuta', ma sono inclusi anche gli eventuali giorni di convalescenza necessari: anche durante tale periodo al genitore spetta l'astensione dal lavoro.

Per concludere, citiamo un caso particolare: quando abbiamo già ottenuto l'astensione facoltativa dal lavoro - il 'classico' permesso - possiamo usufruire del permesso per malattia del bambino e quindi interrompere la concomitante astensione facoltativa? Ebbene sì: in questo caso è consentita la sostituzione del titolo dell’assenza, evidentemente a favore del lavoratore, proprio in quanto la norma in materia non prevede divieti di cumulo dei due istituti. Ovviamente non è automatica: il lavoratore in tale caso dovrà presentare apposita domanda di sospensione del congedo facoltativo e inizio del computo del congedo per malattia del figlio.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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