Lunedì, 18 Marzo 2013 13:00

in arrivo un nuovo prelievo una tantum?

Come già detto, l'Europa sta attuando manovre pesantissime per aiutare Cipro ad evitare l'uscita dall'euro ma, nel contempo, i ciprioti si preparano ad un prelievo sostanzioso e coattivo dei propri averi in banca per integrare il prestito dell'Europa con denari locali. Un film che in Italia abbiamo visto con il governo Amato, nel 1992. La domanda è: dopo Cipro, poi tocca a noi?

Tanti economisti hanno affermato la seguente illazione: Cipro è una delle più grandi lavatrici di fondi per i criminali russi. O l'altra secondo cui i depositi presso le banche dell'isola provengono dalla comunità di espatriati e dalle risorse energetiche di Cipro. Fatto sta che i creditori europei, molto interessati a dove poter trovare copertura per i loro crediti, hanno deciso di riscuotere quanto dovuto tramite un'imposta sul patrimonio.

Di Cipro abbiamo già parlato. Interessa però se e come certi mudus operandi possono trovar luogo anche per il Belpaese. A tal riguardo la banca tedesca Commerzbank osserva che la ricchezza mediana in Italia è di 164.000 euro, molto superiore ad esempio a quella dell’Austria pari a 76.000 euro. A conti fatti, l'Italia non ha una crisi del debito, dato che possiede un patrimonio netto al 173% del PIL (contro la Germania al 124%). Che vuol dire? In parole povere, questi numeri danno la soluzione alla crisi: i soldi in Italia ci sono, basta solo mettere mano al portafogli.

Quindi, senza pensarci troppo avrebbe senso un prelievo una tantum sulla proprietà immobiliare e un'aliquota d’imposta del 15% sulle attività finanziarie: ciò sarebbe probabilmente sufficiente a portare il debito del governo italiano al di sotto del livello critico del 100% del prodotto interno lordo, scongiurando la crisi.

Facile, vero? Ecco come funziona.

- Problema: debito nazionale molto più alto del PIL.

- Soluzione: imposta sulla ricchezza.

- Metodo: si pubblicano i dati sulla ricchezza privata nei singoli paesi dell'eurozona, poi si giustificano le imposte patrimoniali nei paesi ad alto debito pubblico ma alta ricchezza privata (come l’Italia).

- Prove tecniche: il prelievo sui conti correnti a Cipro.

Sì, ma quali potrebbero essere gli scenari economici e soprattutto sociali? Pochi, direbbero quelli fuori dai confini nazionali: un sacrificio una tantum dei più abbienti e la crisi è risolta. Poi, appena Il debito pubblico arriva al di sotto del 100% del PIL, tutti possono tirare un sospiro di sollievo.

Ma non è così semplice: la ricchezza degli italiani è la casa, l’investimento sul mattone. Mentre il reddito pro-capite, dal 2007 ad oggi, è in caduta libera. E purtroppo la patrimoniale si paga col reddito o con la svendita del patrimonio nel bel mezzo di un mercato immobiliare in picchiata. Gli effetti recessivi di una tale manovra, in una fase come quella attuale, sarebbero fortemente autodistruttivi per le stesse finanze pubbliche.

Alla fine, il prelievo forzoso dai conti correnti sarebbe un sopruso del tutto inutile dato che il debito pubblico italiano senza le politiche di austerità non sarebbe affatto insostenibile. Ma evidentemente il l'urgenza che supera ogni ragionamento concreto è quella che urla di restituire il debito in euro alle banche nostre creditrici - essenzialmente francesi e tedesche - a tutti i costi, per evitare che il castello di carte dell'euro crolli miseramente.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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