Lunedì, 02 Dicembre 2013 11:10

IMU seconda casa: quanto pagare?

Le scadenze per il pagamento dell'IMU sono ormai alle porte: sarà difficile che lo Stato decida in tempo gli importi esatti. Vediamo perchè.

Come noto, è stato approvato il decreto che cancella la seconda rata IMU per la prima casa, i terreni agricoli ed i fabbricati rurali.

Ma ecco le considerazioni negative: UNIMPRESA, rappresentante di 900 Centri di assistenza fiscale distribuiti in tutta Italia, lancia l'allarme sul calclo della tassa. Secondo loro, visto il caos normativo in corso, è difficile che vengano calcolati con esattezza e senza errori gli importi per la seconda rata di dicembre 2013, che i proprietari di seconde case, negozi, capannoni industriali devono pagare.

Infatti, su 8.000 comuni chiamati al calcolo esatto degli importi, finora solo 4.000 regolamenti sono stati approvati. "C'è tempo fino al 5 dicembre", secondo il presidente di UNIMPRESA Paolo Longobardi, "ed è assai probabile che si assisterà ad aumenti selvaggi. I bilanci delle amministrazioni locali sono al collasso e l'opportunità offerta dal governo col decreto approvato mercoledì consente di fare cassa rapidamente".

In effetti esiste un elevatissimo rischio di arrivare ad un enorme contenzioso tra contribuenti e amministrazioni locali per il calcolo dell'IMU 2013. Continua Longobardi: "Il decreto con cui si è cancellato l'IMU è una barzelletta. In un colpo solo sono stati spostati due termini, quello per le delibere comunali e quello per il pagamento IMU, ed è stata portata dal 16 dicembre al 16 gennaio la scadenza per i versamenti. E poi c’è l’aspetto politico: il governo Letta si è rimangiato la promessa e alla fine, anche se per cifre non rilevanti, obbliga le famiglie a una ministangata".

Per far chiarezza, la mini stangata di cui parla UNIMPRESA è quella che si può prevedere a gennaio con il pagamento dell'IMU prima casa, riguardo quei comuni che avevano già deliberato l'aumento dell'aliquota IMU 2013 e quindi attendevano proprio dicembre per far cassa: prevedibilmente il mancato introito a causa della misura "natalizia" del governo causerà a gennaio un aumentato "appetito".

Nel frattempo il ministro all'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha appena firmato il decreto ministeriale che fa scattare la clausola di salvaguardia per la cancellazione della prima rata IMU, cioè l'aumento degli acconti IRES ed IRAP al 102,5% e al 130% per banche e assicurazioni, l'aumento dal 2015, delle accise su gas, energia elettrica e bevande alcoliche. Il tutto per evitare di toccare la benzina. Almeno per ora.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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