Martedì, 08 Gennaio 2013 13:00

IMU ingiusta e quindi da rimborsare: lo dice Tremonti

Gira la voce che l'IMU sia incostituzionale, quindi ingiusto. Quindi se ne può richiedere il rimborso. Non lo dice qualche associazione di consumatori. Neanche qualche cittadino ben informato o Beppe Grillo. Lo dice... il suo creatore, Giulio Tremonti. La politica è davvero strana... e soprattutto, l'IMU sarà davvero rimborsabile?

In effetti, è davvero insolito che l'ex ministro Tremonti, colui che - durante l'ultimo governo Berlusconi - creò l'IMU, poi spodestato se ne esce con una proposta di ricorrere contro la sua tassa perché anticostituzionale. A sentir lui l'IMU del governo Monti, regolata della manovra salva Italia, non è come lui l'aveva pensata. La versione di Monti, sempre secondo Tremonti, "è diseguaglianza tra cittadini: viola la capacità contributiva, non è un'imposta sulla proprietà, ma contro la proprietà".

Allora, Tremonti lancia l'idea di una class action sul suo sito 3L Lista Lavoro Libertà (ecco la pagina del sito), spiegando passo passo perché è ingiusta, cosa fare per chiederne il rimborso ed addirittura fornendo un modulo già preparato.

Veniamo ai dettagli. Intanto, perché è ingiusta? Secondo lui, perché viola alcuni principi fondamentali della Costituzione:

-  articolo 3 sul principio di uguaglianza: l'imposta sarebbe incostituzionale in quanto colpisce la titolarità di beni immobili, in modo erratico e casuale, senza considerare correttamente il loro valore e la situazione personale dei soggetti passivi.

- articolo 47 sulla tutela del risparmio: l'imposta colpisce il risparmio investito in immobili, facendo crollare le quotazioni e la corsa alla vendita delle abitazioni, favorendo solo approfittatori e speculatori contro ogni logica di efficienza economica,

-  articolo 53 principio di capacità contributiva: l'imposta colpisce tutti, disoccupati e non, ricchi e poveri non tenendo conto del fatto che i cittadini hanno il dovere di concorrere alle spese pubbliche in ragione delle proprie risorse.

Infine, a suo avviso il calcolo della base imponibile della tassa è "realizzato di imperio, senza alcun collegamento con i valori economici reali sottostanti e senza che siano stati individuati criteri correttivi successivi".

Allora, cosa fare? Facile: si presenta al Comune la domanda di rimborso compilata a partire dal modulo del sito. Se tutto tace, il contribuente dovrà ricorrere, decorsi 90 giorni, alla commissione tributaria provinciale e chiedendo la remissione degli atti alla Corte Costituzionale. E poi... fateci sapere se qualcuno vi rimborsa!

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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