Sabato, 13 Dicembre 2014 10:51

IMU e TASI: tre giorni alla scadenza del saldo

A pochi giorni dalla scadenza del pagamento - il 16 dicembre prossimo - diamo un'occhiata alle tasse più odiate dal cittadino. Chi deve pagarle, come pagarle e quanto pagare. Benvenuti nel ginepraio del fisco italiano.

Il 16 dicembre prossimo scade il pagamento del saldo per l'IMU e la TASI, cioè rispettivamente la tassa vecchia sugli immobili e quella nuova sui cosiddetti "servizi indivisibili", come la manutenzione delle strade o l'illuminazione comunale. Esatto, i servizi che paga il cittadino ma gestisce il Comune, nei modi talvolta oscuri - vedasi il disastro degli appalti di Roma di questi giorni. Lasciamo stare quest'ultimo discorso, ed andiamo avanti con l'argomento al titolo.

Una cosa è certa: i nomi sono cambiati più di una volta, e con ciò anche le regole per ciascun tributo, ma la vita per i contribuenti non si è semplificata di certo.Vediamo quindi chi deve pagare e chi invece non è interessato.

Cominciamo con le case: sull'abitazione principale, cioè quella in cui il contribuente e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente, ebbene in questi casi l'IMU non si paga, tranne che per gli immobili di cui alle categorie A1, A8 o A9, ovvero le abitazioni di tipo signorile, le ville (con parco e giardino), i castelli e i palazzi di pregio. Insomma, il "comune mortale" non paga l'IMU. Per tutti, comune mortale compreso, è invece previsto il pagamento della TASI.

Facciamo un esempio: se una casa vienedata in comodato ad un figlio o un genitore? Il pagamento dell'IMU, in tal caso, dipende da Comune a Comune, mentre la TASI come detto si paga.

Ancora: se l'abitazione è affittata, il proprietario deve pagare l'IMU (e la TASI per un'aliquota tra il 70% e il 90%), mentre l'inquilino non deve pagarla (paga solo la TASI, tra il 10% e il 30%). Poi, se l'immobile è tenuto a disposizione (ovvero, le seconde o terze case non affittate), il proprietario paga l'IMU e la TASI (attenzione, in alcuni casi i Comuni hanno esentato la TASI per questi casi).

E parliamo di box: quelli di pertinenza all'abitazione principale (non più di uno per casa) non devono pagare l'IMU, mentre la TASI sì.

Infine, parliamo di immobili non residenziali: uffici, negozi, capannoni, aree fabbricabili, terreni agricoli (compresi gli orti), con l'esclusione di quelli che si trovano in aree montane o collinari. Distinguiamo ulteriormente: per gli immobili utilizzati direttamente oppure non locati, si deve pagare l'IMU e la TASI. Invece, se sono stati locati, il proprietario paga l'IMU (e la Tasi per un'aliquota tra il 70% e il 90%). Mentre l'inquilino non deve pagare l'IMU ma solo la TASI tra il 10% e il 30%.

Per concludere, da quest'anno sono esclusi dall'obbligo di pagarci l'IMU gli immobili-merce costruiti ma rimasti invenduti - a condizione che nel frattempo non siano stati locati.

E veniamo a quanto pagare. Chiarito che:

- tutti i proprietari di immobili situati sul territorio italiano sono tenuti al versamento dell'IMU

- tale obbligo si estende a coloro che hanno un diritto reale sugli immobili (usufruttuario che ha diritto di abitazione, uso, enfiteusi e di superficie)

- devono pagare l'IMU sia le persone fisiche che le società

- se i beni sono divisi tra diversi proprietari, ciascuno paga la propria quota, mediante versamenti separati

ci accorgiamo che, almeno quello, il calcolo dell'IMU non è cambiato di molto rispetto agli ultimi anni, e lo stesso dicasi per la TASI. Si deve prendere in considerazione la rendita catastale - risultante associata all'immobile al primo gennaio - e questa deve essere rivalutata del 5%. Ciò ottenuto, bisogna moltiplicare per il coefficiente che varia a seconda della tipologia di immobile e categoria catastale.

Abitazioni con categoria A, tranne A10, e relative pertinenze, box autorimesse e via dicendo hanno coefficiente 160. Invece, i laboratori artigianali hanno coefficiente 140, esattamente come gli immobili ad uso collettivo. 80 è il coefficiente per gli uffici, studi, banche e assicurazioni.; immobili con destinazione speciale (teatri, alberghi, fabbriche, scuole e laboratori, posti barca in porticcioli turistici e stabilimenti balneari, aree e fabbricati per attività sportive di lucro) hanno coefficiente 65; i negozi hanno coefficiente 55. I terreni (agricoli e non) hanno coefficiente 135, col distinguo di quelli agricoli coltivati direttamente o da imprenditore agricolo professionale per cui il coefficiente è 75.

Una precisazione: il saldo può anche essere più pesante dell'acconto versato, dato che quest'ultimo è versato con le aliquote dell'anno precedente. Invece, per il saldo bisogna fare i calcoli con le nuove regole stabilite da ciascun Comune per il 2014. E, come ovvio, molti Comuni hanno aumentato le aliquote, soprattutto quella ordinaria dello 0,76% che può essere innalzata fino all'1,06%: a tutti vale il consiglio di consultare il sito internet del proprio Comune o rivolgersi direttamente agli uffici per i tributi, dove si applicano regole e coefficienti assolutamente locali.

Un ulteriore distinguo: e se i Comuni non hanno deliberato nulla di nuovo al 28 ottobre? Beh, in tal caso i calcoli si fanno con le stesse aliquote del 2013.

Come pagare alla fine? modello F24 oppure bollettino postale: il primo caso (F24) include l'utilissima possibilità di compensare nel caso in cui si abbiano crediti verso Stato, Regioni, Comuni o INPS. Distinguo: se si paga con il modello F24 e l'importo è superiore a 1.000 euro, dal primo ottobre non si può utilizzare il modello cartaceo ma solo quello telematico tramite banche, uffici postali o sportelli dell'Agenzia delle Entrate.

ALtra precisazione: in caso di conti al centesimo, come si arrotonda? per difetto se l'importo è inferiore a 49 centesimi, per eccesso se superiore. Ovvero, 13,49 (o meno centesimi) diventano 13 euro e 13,50 (o più centesimi) diventano 14 euro.

E torniamo alla Tasi, pagata da tutti i proprietari di immobili, coloro che hanno un diritto reale (abitazione, uso, enfiteusi) e, come detto, in parte anche dagli inquilini. Tutti alla scadenza del 16 dicembre devono pagare il saldo (per chi ha versato l'acconto) o tutto l'importo (per chi non ha finora versato nulla).

Il calcolo di quanto pagare lo deve fare il contribuente. si prende la rendita catastale e la si moltiplica per 1,05 (rivalutazione del 5%), il risultato lo si moltiplica per un opportuno coefficiente (un po' come per l'IMU) e si arriva così alla base imponibile. E qui il calcolo procede secondo le aliquote stabilite dal Comune con apposita delibera. E siamo arrivati all'imposta lorda. Si sottrae quindi la detrazione deliberata dal Comune per le abitazioni principali (quindi nessuna detrazione se l'immobile è affittato) e si arriva all'imposta netta. La quota a carico dell'inquilino oscilla tra il 10% e il 30% (lo decide sempre la elibera comunale), il resto è a carico del proprietario.

L'acconto della TASI (50%) andava versato dal proprietario entro il 16 ottobre, mentre il saldo va pagato entro il 16 dicembre. Vista la generale confusione sulla normativa fiscale, anche qui il consiglio è di controllare le delibere in materia sul sito del Comune o, chi può, andare direttamente agli uffici dei tributi del Comune.

Per finire, sono pochi i Comuni che hanno inviato ai cittadini i moduli precompilati con il calcolo bello e fatto. Ovviamente, se dal 16 ottobre in poi il Comune non ha deliberato variazioni delle aliquote, a dicembre va semplicemente replicato il pagamento fatto a ottobre.

 

FONTE: http://www.ilgiornale.it

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