Lunedì, 02 Settembre 2013 18:39

IMU 2013 cancellato: ora i tagli per far tornare i conti

Dopo l'entusiasmo per l'abolizione dell'IMU per l'anno in corso, grazie al ritrovato accordo tra PDL e PD, ovvero la tenuta del governo Letta alle condizioni di Alfano (cioè di Berlusconi), facciamo due conti su dove il governo andrà a reperire le risorse necessarie a coprire il mancato gettito. Tagli ai fondi per l'occupazione, ai controlli contro l'evasione fiscale, alla rete ferroviaria e via dicendo.

Le risorse necessarie per coprire l'eliminazione dell'imposta sulla prima casa si traduce in una scure che impoverisce diversi settori di servizi al cittadino, dal lavoro all'energia, dai trasporti alla lotta all'evasione fiscale.

Nel decreto IMU sono contenuti tagli a diversi ministeri, per un totale di circa un miliardo di euro (975,8 milioni per l’esattezza), in parte sforbiciando i cosiddetti "consumi intermedi" di diversi dicasteri, nonchè tagli agli investimenti fissi lordi e gli acquisti di terreni. In gran parte si una la cesoria su ben 35 autorizzazioni di spesa dei diversi ministeri contenuti in una tabella senza indicazione del capitolo (c'è solo il rimando legislativo).

Qualche esempio: si riducono i fondi per le assunzioni per la sicurezza, i vigili del fuoco e le forze armate (50 milioni in meno sulle risorse stanziate dall'ultima legge finanziaria), quelli per la prevenzione e il contrasto al crimine attraverso deroghe alle assunzioni (55 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno), e quelli per la lotta all'evasione fiscale (20 milioni di euro in meno le risorse stanziate nel 2003 per le assunzioni di nuovi ispettori, 10 milioni in meno per la mobilità e le trasferte del personale che combatte contro lavoro nero, gioco illegale e frodi fiscali).

Ma il maggior taglio lo subisce la rete ferroviaria: falciati 300 milioni per la gestore dell'infrastruttura (tra cui investimenti per la rete e manutenzione straordinaria).

Quanto detto è il "bagno di sangue" per coprire solo il primo miliardo di euro. Ma i conti di fine anno non sono ancora a posto: come ha sottolineato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, entro il prossimo mese il governo deve trovare 2 miliardi per la seconda rata dell'IMU, 1 miliardo per l’IVA ed un altro miliardo circa per la CIG (cassa integrazione guadagni) e per il rifinanziamento delle missioni all'estero. Quattro miliardi in tutto, sperando che non escano fuori altre esigenze all'ultimo.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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