Giovedì, 02 Gennaio 2014 13:00

imposte sugli acquisti di immobili: tutte le novità

Importanti novità sul campo delle tasse per chi acquista casa: per qualcuno la situazione è migliorata, per altri no. Vediamo i dettagli.

Con l'anno nuovo troviamo nuove regole inerenti l'imposta di registro pagata da chi compra casa. Ricordiamo che l'imposta è percentuale sul valore catastale dichiarato nel rogito - e non sul valore reale della compravendita, tipicamente ben più alto.

Abitazione principale - acquisto da privato.

I vantaggi per questa categoria di acquirenti sono evidenti. L'imposta di registro scende di un punto, dal 3% del 2013 al 2%. Diminuiscono anche le imposte ipotecarie e catastali, applicate in misura fissa, che passano da 168 euro a 50 euro ciascuna. Esempio: per un immobile con un valore catastale di 100 mila euro oggi si pagano tasse per 2.100 euro - (2 mila euro di imposta di registro e 100 euro per le imposte catastali e ipotecarie)

Abitazione secondaria - acquisto da privato.

Pochi vantaggi in questo caso - ma è corretto "proteggere" l'abitazione principale rispetto alla seconda casa. L'imposta di registro scenda dal sale dal 3 - 8% (a seconda dei casi) del 2013 al 9%. Il vantaggio è che l'imposta ipotecaria e quella catastale sono fissate a 50 euro ciascuna (prima erano pari, rispettivamente, al 2% e all'1% del valore catastale dell'immobile espresso nel rogito). Esempio: stesso immobile di sopra, si pagano 9.100 euro (9 mila euro di imposta di registro ed ancora 100 euro per le imposte ipotecarie e catastali).

Abitazione principale - acquisto da costruttore (costruzione conclusa da meno di 5 anni).

Come per il 2013, il compratore paga l'IVA del 4%. Mentre l'imposta di registro, al pari di quelle catastali e ipotecarie, prima fissate a 168 euro ciascuna, ora salgono a 200 euro. Lo stesso incremento è previsto per la tassa catastale e per quella ipotecaria. Esempio: per un immobile del valore pattuito (e non quello catastale, non applicabile per l'IVA) di 100 mila euro si pagano 4.600 euro (4 mila euro di IVA e 600 euro per le restanti tre imposte).

Abitazione principale - acquisto da costruttore (costruzione conclusa da oltre 5 anni).

In questo caso, non viene applicata l'IVA (com'era già legge nel 2013) ma si gode della suddetta riduzione dell'imposta di registro dal 3% al 2%. Mentre le imposte catastale e ipotecaria passano ancora da 168 euro del 2013 a 200 euro ciascuna. Esempio: stesso immobile di sopra, si pagano 2.000 euro di imposta di registro e 400 euro di imposte catastali e ipotecarie.

Abitazione secondaria - acquisto da costruttore (costruzione conclusa da meno di 5 anni).

In questo caso l'IVA resta al 10%, come nel 2013. Mentre le imposte di registro, catastale ed ipotecaria passano, ancora una volta, dall'importo fisso di 168 euro del 2013 a 200 euro ciascuna. Esempio: solito immobile di sopra, si pagano 10.600 euro (10 mila euro di IVA e 600 euro per le tre imposte).

Abitazione secondaria - acquisto da costruttore (costruzione conclusa da oltre di 5 anni).

In questo caso si applica lo stesso regime previsto per le abitazioni secondarie comprate da un privato: imposta di registro del 9%, imposta catastale e ipotecaria fissate e ridotte a 50 euro ciascuna.

L'ultimo distinguo: piccole superfici (o piccole rendite catastali, se volete).

Nel caso di piccoli immobili, gli svantaggi sono evidenti in quanto è prevista una misura minima per l'imposta di registro, pari a mille euro - nel 2013 era invece calcolata sull'effettivo valore del fabbricato, e quindi potevano risultare anche imposte minori di mille euro. Esempio: per un garage dal valore di 4 mila euro, si pagano ben 1.100 euro, pari al 27,5% del valore (1.000 euro di tassa di registro più altri 100 euro per l'imposta catastale e per quella ipotecaria. A conti fatti, l'acquisto potrebbe non essere conveniente.

 

FONTE: http://economia.panorama.it

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