Mercoledì, 20 Maggio 2015 16:45

il vero partito degli italiani: gli astensionisti

Un interessante sondaggio recentemente condotto da CMR - Intesa Sanpaolo per La Stampa mette in evidenza cosa la maggior parte degli italiani pensa della politica attuale e quanto creda nell'opportunità di esercitare il diritto di voto. I risultati sono a dir poco deludenti.

Il sondaggio condotto da CMR - Intesa Sanpaolo per La Stampa mette in luce quanto gli italiani siano schifati della politica, visto che la maggior parte di questi non sa ancora se votare o meno alle prossime elezioni nazionali, ancorché cosa votare. Un'idea che serpeggia e si diffonde per circa 35 italiani su 100: sono queste le cifre del partito dell'astensionismo, dei disillusi della politica.

L'idea è che tutti i partiti siano uguali, e da questo deriva il disinteresse generale per la politica e per il senso / diritto del voto il passo è brevissimo. Ai numeri, solo il 35,7% degli italiani si identifica pienamente in un motivo o in un partito, guarda caso quasi la stessa percentuale che ritiene inammissibile non andare a votare. Ma vediamo i dettagli.

La maggioranza del campione esaminato dal sondaggio pensa che tutti i partiti, grandi e piccoli, nuovi e vecchi, siano tutti meritevoli della minima considerazione e fiducia (lo pensa il 25,2%), mentre il 18% del campione si sente a malapena "abbastanza vicino" a un partito. Poi, il 17,7% del campione si identifica totalmente con uno schieramento politico.

Un altro dato interessante: il 17,3% del campione afferma convinto che nessuna formazione politica si identifichi con le proprie idee, mentre l'11,7% confessa di essere volatile e di cambiare intenzione di voto in base a quanto viene di volta in volta promesso. Infine, solo il 10,2% ritiene che i partiti non servono a nulla se non a tirar via soldi pubblici.

E allora, votare o non votare? Se si andasse a votare ora, la maggioranza degli italiani manco si avvicinerebbe alle urne: il dato è a dir poco illuminante e dimostra una spaccatura del Paese. Ai numeri,  il 57,3% degli italiani andrebbe a votare sicuramente. Il 15,7% è invece la percentuale di coloro che sicuramente non andrebbe alle urne. Con una motivazione principale: il disinteresse dei politici verso i problemi del popolo (opinione del 37,4%), oltreché motivati dall'amara consapevolezza che votare è inutile perché le cose non cambieranno mai (lo pensano il 27,5% del campione). Più distaccato, ma corposa, la secca motivazione secondo cui "i partiti fanno schifo" (lo afferma il 15,2%). Ancora, il 9,3% confessa di non capire nulla di politica, mentre l'8,9% del campione ritiene che la politica sia una cosa sporca. Infine, un risicato 1,7% lascia fare la politica ai cosiddetti "professionisti".

E parliamo del rapporto tra gli italiani e la politica. Secondo il sondaggio, il 75% considera che le categorie politiche destra, centro e sinistra abbiano ormai perso di significato, in altre parole, l'abbiamo già detto, "i partiti sono tutti uguali". Il 71,6% è convinto che per fare politica occorra una preparazione specifica. Ancora, il 69,9% degli italiani confessa di essere parte in causa dei mali della politica, prendendosi quindi parte di responsabilità per la quale la politica attuale italiana risulta essere ad un livello scadente. Il 55% degli italiani si dichiara invece interessato alla politica - ma non ai partiti che la rappresentano - ed infine il 51,9% è convinto che i politici rappresentino lo specchio (malsano) del Paese.

Tirando le somme, emerge netta ed incontrovertibile una sonora sfiducia da parte dei cittadini nei confronti della politica e da chi la rappresenta, considerando che il maggiore "partito", attualmente, è proprio quello del non voto.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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