Venerdì, 28 Febbraio 2014 18:10

il renziano Carbone viaggia a spese dello Stato

Stando a quanto gli viene contestato, il "quasi-ministro" dell'agricoltura del governo Renzi ha viaggiato in località amene e cenato in gran tromba, addebitando il tutto ad una società controllata dallo Stato, e quindi a spese pubbliche. "E' fango", dice lui.

Ernesto Carbone, PD, è diventato recentemente famoso ai più per aver prestato la Smart a Renzi per recarsi al Quirinale. Ma anche perchè, nei salotti di Vespa e Floris, durante i giorni del "totoministri" del governo Renzi era il favorito a ricoprire l'incarico di ministro dell'Agricoltura, succedendo quindi alla (dimissionaria) Nunzia De Girolamo.

Che dire, per succedere ad cotanto predecessore, proprio colei che, ricorderete, si è vista rivolgere accuse gravissime di ingerenze sulle nomine di dirigenti e sulla assegnazione degli appalti alle AS, beh, bisognerebbe avere un'immagine di specchiata onestà.

Invece. Carbone, il 12 febbraio scorso, si è visto contestare 23 mila euro di spese di rappresentanza, mettere nero su bianco non da Le Iene, Striscia la Notizia o qualche rotocalco scandalistico, ma dalla SIN (Sistema Informativo Nazionale per l'agricoltura), una società controllata da AGEA (AGenzia per l'Erogazione in Agricoltura). GIà, perchè la SIN era la società di cui Carbone, nel gioco delle "onorevoli" poltrone, era presidente ed amministratore delegato, tra il 2012 ed il 2013.

Il denaro contestato, riferisce la società, è stato utilizzato per voli con destinazione Londra, Croazia, per viaggi in treno o in aereo che portavano l'onorevole da casa al lavoro, ma che non erano previsti come rimborsi di sua spettanza: insomma, sono spese assolutamente ingiustificate.

Cui si aggiungono pranzi, cene, noleggi di auto che la società trova impossibile definire "spese di rappresentanza": in dettaglio, 10 mila euro di cene e pranzi e 3 mila euro di viaggi, 1.142 euro di alberghi e 1452 euro di noleggio auto con conducente, 4500 euro di voli a Londra e in Croazia e 2500 euro di biglietti di treni.

Totale da aprile 2012 a dicembre 2012: l'onorevole Carbone ha speso, addebitandole alla SIN, 23.335 euro.

Soldi che ora gli vengono giustamente richiesti indietro, con tanto di raccomandata firmata dall'attuale presidente Francesco Martinelli: nella lettera Martinelli chiarisce infatti che le spese in questione non hanno nulla a che vedere con l'attività svolta e con gli incarichi assegnati a Carbone.

"Le giustificazioni da Lei fornite non consentono di qualificarle come spese di rappresentanza", dice la lettera. Ed ancora: "I costi di “trasferimento dal Suo luogo di residenza alla sede sociale, non essendo mai stata assunta dal Consiglio di Amministrazione alcuna delibera in merito, non potevano – né potranno – essere poste a carico della società".

Fino a dire, riguardo i voli per Londra e la Croazia, avvenuti tutti durante fine settimana di luglio e agosto - tipico periodo di intenso lavoro alla SIN, che essi "appaiono difficilmente riconducibili agli scopi sociali". Più chiaro di così...

Carbone, in finale, ha venti giorni di tempo per rimborsare la somma illecitamente ottenuta. E che dice l'interessato? L'onorevole si difende respingendo le accuse della SIN come ogni buon politico sa fare: "Sono falsità. Fango. Ogni spesa era regolare e giustificata dalla mia attività. I viaggi a Londra, ad esempio, sono stati fatti per la convocazione del CDA. Ho tutti i documenti che lo dimostrano". Bene, allora basta dimostrare con evidenze, e non a chiacchiere, e magari ci scappa anche una controdenuncia per falso e calunnia. Ma la domanda sorge spontanea: sarà un caso che, proprio mentre veniva (in)giustamente accusato, Renzi faceva saltare la sua poltrona, fino a quel momento data per scontata?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it/

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