Martedì, 01 Ottobre 2013 09:11

il paradosso: militari all'estero fuori legge

E' scaduto ieri il termine stabilito per legge per l'impiego dei nostri militari all'estero, in Afganistan. Ma il governo ha altro da pensare: sopravvivere. Quindi il paradosso: i nostri soldati sono a rischiare la pelle in missioni sotto l'egida ONU e, per il governo, tutta la missione da oggi è fuori legge. E fuori copertura finanziaria, soprattutto.

Da un punto di vista della legge, la partecipazione delle Forze Armate italiane alla missione ISAF, costituita a valle della risoluzione ONU n.1386 del 20 dicembre 2001, si giustifica con una serie di decreti, periodicamente emessi e poi convertiti in legge in Parlamento, che estendono la validità di un'autorizzazione a suo tempo emessa per la partecipazione del personale militare alle missioni all'estero. Ed ovviamente ciò si accompagna con lo stanziamento dei relativi fondi.

Il primo atto è datata 27 febbraio 2002, quando il Parlamento approvò la legge di conversione, con modificazioni, del decreto 451 del 28 dicembre 2001 "recante disposizioni urgenti per la proroga - fino al 31 marzo 2002 - della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali". In dettaglio, nel testo del decreto si inseriva un chiaro riferimento alla missione ISAF, connessa ad Enduring Freedom (quella che costituiva l'assetto militare a seguito del dramma delle Torri Gemelle).

Per svariati anni in Parlamento hanno provato a superare questo meccanismo assurdo con l'approvazione di una legge-quadro che consentisse autorizzazioni definitive, e non le solite "toppe" temporanee. Ovviamente non se n'è fatto nulla, e quindi arriviamo ad oggi. Ammette infatti Massimo Artini, M5S e deputato in commissione difesa: "Da domani le nostre truppe operano in Afghanistan, e in tutte le altre missioni internazionali, senza nessuna autorizzazione legale e politica, e questa situazione paradossale è il frutto dell’assenza di una legge-quadro sulle missioni".

Dello stesso avviso anche Arturo Scotto, SEL in commissione esteri: "Non c’è dubbio: in assenza del decreto di proroga, dal 1 ottobre la partecipazione italiana alla missione di guerra in Afganistan e a tutte le missioni militari internazionali sono prive non solo di copertura finanziaria, ma anche di copertura legale".

Mentre il Ministero della Difesa risponde candidamente: "Onestamente non saprei cosa dire, devo chiedere ai nostri legali". Fatto sta che, con o senza copertura "legale", in Afghanistan l'Italia continua a partecipare alle azioni operative, spesso a copertura delle truffe afgane solidali al governo, il tutto al ritmo di qualcosa come 1,6 milioni di euro al giorno.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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