Sabato, 09 Agosto 2014 01:29

il nuovo Senato: i 100 non eletti

Una volta c'era il bicameralismo perfetto, le due camere: senatori accanto a deputati. Oggi, nell'era di Matteo Renzi, il Senato diventa dei "non eletti", in pratica un dopolavoro per nominati da comuni e regioni. Ecco i contenuti della norma che rivoluziona la rappresentanza politica italiana.

Con l'arrivo del nuovo Senato voluto da Renzi, tramonta di fatto il bicameralismo perfetto e diventa invece un organismo non elettivo. Il disegno di legge approvato oggi a Palazzo Madama, il cosiddetto testo Boschi, dal nome del ministro, cambierà la connotazione del Senato come l'abbiamo finora conosciuto e pone fine al suo criterio di elettività di primo grado, modificando in tal senso la legislazione in vigore.

Nei 40 articoli del testo sono riportate norme che attivano le misure volute dal premier per porre fine - almeno questo è l'intento reclamizzato dalla propaganda renziana - alle indennità per i senatori e per fissare un tetto massimo agli stipendi dei consiglieri regionali. Il nuovo senato sarà infatti composto di 95 membri che rappresentino il territorio italiano - attraverso le regioni - più 5 membri nominati dal Presidente della Repubblica, equivalenti agli attuali senatori a vita appunto nominati dal Capo dello Stato.

In dettaglio, i 95 membri saranno eletti dai consigli regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Ogni Regione potrà eleggere il senatore tra i sindaci del proprio territorio, il numero di senatori nominabili da ogni regione vengono stabiliti in base alla numerosità della popolazione, ed infine ogni regione elegge almeno due senatori.

La più grossa novità è che la funzione legislativa non spetta più al Senato, ma rimane un compito esclusivo della Camera dei deputati  - esclusione fatta per alcune materie specifiche. Per esempio, sulla legge di bilancio l'ultima parola spetta comunque della Camera. Il nuovo Senato, oltretutto, non può più concedere né amnistia né indulto.

Il testo della Boschi parla anche di referendum: le firme necessarie per validare un referedum restano 500 mila con un quorum del 50% più uno - ma nel caso si raccolgano 800 mila firme, il quorum del 50% si abbassa alla maggioranza dei votanti dell'ultima tornata elettorale giusto prima del referendum. Inoltre, sono stati introdotti referendum propositivi e di indirizzo. E, come noto,  dalla Costituzione abbiamo visto scomparire le Province: proprio con questo disegno di legge si cerca di dare un maggior numero di competenze allo Stato per permettere anche il commissariamento delle regioni, nel caso in cui si verifichi un dissesto finanziario.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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