Lunedì, 07 Settembre 2015 17:37

il NASPI: sono disoccupato ma ho provato a cercare lavoro

Non basta affermare di essere disoccupato per aver diritto al relativo sussidio. Occorre anche poter dimostrare di aver cercato lavoro. Vediamo come funziona.

A valle del cosiddetto Jobs Act, con il decreto sul nuovo collocamento attuativo si rende necessario dimostrare di permanere nel diritto di accesso alla NASPI.

Già, cosè la NASPI? E' la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale Per l'Impiego, insomma l'assegno di disoccupazione 2.0 del governo Renzi. Ebbene, per averne dirittooccorre continuare a dimostrare di aver cercato attivamente lavoro. In teoria, quindi, addio ai sussidi facili a chi non ha voglia di lavorare.

A patto che si chiarisca il concetto di "attivamente".

Occorre innanzitutto precisare che, per l'attribuzione del sussidio, non è previsto solo lo status di disoccupazione ma anche quelli di:

- disoccupazione parziale (per chi, pur avendo un contratto, percepisce comunque meno di 8.145 euro all'anno o comunque lavora part time per meno del 70%),

- rischio di disoccupazione (per chi, durante il periodo di preavviso di licenziamento, si registra al portale nazionale delle politiche del lavoro, in altre parole al sito dell'ANPAL, l'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro).

Totale, tre distinti stati di disoccupazione. Dalla registrazione sulla base di uno di questi tre stati, passano al massimo 60 giorni prima che il lavoratore sia convocato dal CPI, il Centro per l'Impiego, per sottoscrivere il patto di servizio personalizzato, propedeutico al riconoscimento appunto dell'assegno di disoccupazione.

Ed ecco il bandolo: il patto di servizio contiene informazioni utili per il reinserimento nel mercato del lavoro, ma al tempo stesso presuppone dei controlli per verificare l'impegno attivo nella ricerca di un lavoro. Più in dettaglio, nel documento vengono inseriti i recapiti di un responsabile a cui il disoccupato dovrà fornire la prova del suo impegno per non perdere il diritto al sussidio di disoccupazione.

Detto quanto sopra, in assenza di giustificato motivo il lavoratore potrebbe non presentarsi. In tal caso, la prima mensilità del sussidio subirà una decurtazione di un quarto dell'importo. Di lì, il crescendo è inesorabile: al secondo rifiuto ingiustificato, l'indennità verrà sospesa per un mese. Ed alla terza assenza ingiustificata, il lavoratore perde il diritto definitivamente al sussidio di disoccupazione.

Beninteso, stessa sanzione avviene per la mancata partecipazione ingiustificata alle iniziative di orientamento alla ricerca del lavoro.

Peggio ancora, più grave diventa l'assenza ai corsi di formazione: la prima assenza causa la sospensione, mentre la seconda implica la perdita dell'indennità. Infine, se il lavoratore non accetta un'offerta di lavoro adeguata, perde definitivamente lo stato di disoccupazione.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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