Venerdì, 09 Gennaio 2015 11:28

il minuto di silenzio: solo ipocrisia?

I fatti sono noti, è di questi giorni l'attentato alla sede parigina del giornale satirico "Charlie Hebdo", precedentemente abbiamo assistito ad infinite stragi ed attacchi terroristici contro il popolo inerme. In Italia ed in Europa i nostri politici fanno vetrina di parole vuote, sentimenti di commozione e magari qualche lacrimuccia. Ma nulla cambia per prevenire il ripetersi dei fatti.

Il Presidente della Camera Laura Boldrini ha chiesto ieri di osservare un minuto di silenzio in aula per le vittime dell'attacco alla redazione del Charlie Hebdo di Parigi, in ricordo dele 12 vittime. Analogamente, il Parlamento Europeo come richiesto dal presidente Martin Schulzt ha osservato lo stesso rito.

E' ormai una prassi, una tradizione, quasi un atto dovuto per esprimere la commozione del mondo politico alla tragedia. Fin qui, nulla da obiettare sull'esternazione pubblica. CHe però, osserviamo, non sempre è dovuta e soprattutto osservata dalle istituzioni, a volte decidono in merito favorevolmente ed a volte neache quello.

Il punto, però, è che il minuto di silenzio - senza nessuna azione in parallelo - non serve proprio a nulla: non aiuta i familiari delle persone uccise e soprattutto non aiuta a prevenire che i fatti si ripetano. Perchè è questo che il mondo politico deve fare, esercitare il proprio potere per cambiare, correggere le cose invece che soltanto lacrimare davanti alle telecamere.

Il problema principale nei confronti degli atti terroristici infatti è che si affrontano con gli occhi coperti dal perbenismo che alla fine accetta e cerca di perdonare ogni cosa. Di fronte a questo, sbracciarsi in commozione è poco più che ipocrisia, e è utile più o meno come i messaggini copia-incolla dei social network in cui si ripetono frasette vuote in ricordo dell'accaduto.

L'Europa e l’Italia, invece, dovrebbero intervenire per prevenire e fermare questi estremismi che mettono in pericolo la vita dei cittadini: gli estremismi, ricordiamolo, nascono da risentimenti nei confronti dei governi, ma a pagarne le conseguenze guarda caso sono sempre i cittadini inermi. Non serve perciò ricordare alle telecamere, a fatto avvenuto, quello che si potrebbe o non si potrebbe fare per migliorare la situazione: per uscire dalle sempre maggior pretese degli immigrati nei confronti dei governi dei Paesi europei serve piuttosto una azione mirata al cambiamento radicale delle cose.

Ed ancora, l'ipocrisia del minuto di silenzio è ancora più brutta se si paragona quanto avvenuto per il giornatle satirico rispetto ad eventi precedenti: un minuto di silenzio per le vittime del Charlie Hebdo, 12 morti che magari si potevano evitare, non sono certamente un dolore minore - ammesso che si possano fare "classifiche" al riguardo - delle 300 vittime del disastro aereo in Ucraina, anch'esso riconducibile ad eventi di terrorismo e di opposizione alla politica. A tal riguardo, stranamente, non è stato osservato neanche un secondo di silenzio dal Parlamento italiano. E le vittime erano sicuramente innocenti: scrivere una vignetta irriverente magari giustifica una querela o una condanna a mezzo stampa, non certo un assassinio, ma ditemi che colpa avevano i malcapitati passeggeri dell'aereo abbattuto...

Questo distinguo ha molto il sapore della politica, che evidenzia ceti eventi luttuoso diversamewnte ad altri oggettivamente non meno gravi, semmai il contrario. Però, le stragi sono stragi e i morti si contano: non si dovrebbero pesare sulla bilancia degli interessi politici.

Beppe Grillo, caratterialmente agitatore di folle ed a capo del Movimento 5 Stelle, scrive dal suo blog che "c’è puzza di bruciato" nell'attentato al giornale francese, che troppo velocemente i media si sono organizzati per enfatizzare la vicenda orientando l'opinione pubblica verso una prossima azione di governo che quindi viene da ciò giustificata. Un po' come - ma è una pura illazione, beninteso - quando si agevolano le stragi del terrore per compattare l'opinione pubblica e politica vergo il governo che deve reagire.

Per finire, ricordiamo anche le innumerevoli stragi al largo delle coste italiane, che hanno visto perire migliaia di migranti senza neanche avere un numero preciso delle tombe su cui piangere: nel corso del 2014, secondo le stime dell’UNHCR (già, proprio la Commissione per cui la Boldrini era portavoce), "sono 130.000 le persone arrivate via mare in Europa, più del doppio dei 60.000 registrati nel 2013". Solo in 5 giorni sono morte più di 800 persone, ma la Boldrini non ha affatto chiamato il minuto di silenzio per le vittime. Sono meno importanti dei giornalisti francesi?

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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