Giovedì, 06 Dicembre 2012 20:55

il mercato immobiliare stagna. ma i proprietari non vendono

Entro il 17 dicembre bisogna saldare quanto resta dell'IMU: la seconda o la terza rata, dipende da come avete frazionato il pagamento. E nel frattempo, il mercato immobiliare mostra sempre più uno stacco tra valore di mercato degli immobili, in caduta libera, e prezzi fissati dai proprietari, talmente alti da rendere invendibile l'immobile.

La casa, il cosiddetto "mattone", è sempre al centro delle attenzioni e preoccupazioni degli italiani. Nel 2012 il numero delle compravendite immobiliari dovrebbe scendere, secondo le previsioni, del 22% su base annua, un vero e proprio tonfo, dovuto alla crisi di liquidità che dal settore bancario ha coinvolto l’economia reale, determinando un crollo nelle erogazioni di nuovi mutui, oltre che il ridimensionamento dell’edilizia, dove si sono persi 360 mila posti di lavoro dall’inizio della crisi ad oggi. Per non parlare della perdita del lavoro per centinaia di migliaia di famiglie, le quali si sono viste costrette a rinunciare all’acquisto di un’abitazione.

In due parole, il valore di mercato degli immobili crolla. Però, i prezzi "veri" delle case, quelli scritti sugli annunci, non ne vogliono sapere, anzi mostrano cali contenuti mediamente al 4% per quest’anno. Come mai questo stacco tra mercato e offerta?

Cominciamo dalla domanda: sebbene i volumi siano molto più bassi di qualche anno fa, sembra che la richiesta di case esista ancora. Il fabbisogno di abitazioni è stimato in 600 mila unità, mentre si registra un allungamento dei tempi delle compravendite, a causa della mancata volontà dei proprietari di vendere casa a qualsiasi costo. Meglio aspettare che il mercato si riprenda piuttosto che svendere, pensano loro. Dall'altra parte, invece, i potenziali acquirenti ritengono che i prezzi delle case siano ancora troppo alti, ma destinati a scendere nei prossimi mesi e anni. Quindi, meglio restare in affitto oggi e comprare domani.Chissà chi ha ragione, fatto sta che domanda ed offerta evidentemente non si incontrano.

Oltretutto, se il venditore non abbassa il prezzo vuol dire che non ha bisogno di monetizzare l'immobile: nonostante la fase terribile dell’economia che tutti in Italia stanno vivendo, rispetto ad altri popoli europei si vanta un minore grado di indebitamento privato, quindi, una minore necessità anche in tempi difficili di vendere casa per monetizzare e ripagare i debiti contratti. Insomma, in Italia sembra che non siamo (ancora) veramente con l’acqua alla gola!

Tutto chiaro allora, ma per il futuro prossimo? Un po' tutti gli analisti sembrerebbero concordare sul fatto che i prezzi dovrebbero scendere fino a tutto il 2014, anche per l’effetto della crisi delle imprese edili, che le costringe a vendere a prezzi tali da incassare il prima possibile. E anche il minore costo di fabbricazione delle nuove case dovrebbe portare a una riduzione nei valori di vendita. Sulla durata ed intensità, c’è chi ipotizza un vero e proprio crollo fino al 2018, mentre la maggioranza sarebbe propensa a ritenere che il calo sarà più contenuto, ma prolungato per circa un decennio.

Tutto ciò ci spinge a credere che l’Italia sarà nel futuro un’economia meno legata così fortemente al mattone come sinora è accaduto. 

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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