Mercoledì, 24 Giugno 2015 15:22

il gruppo parlamentare è come il diamante: è per sempre!

A Montecitorio sono svariati i partiti che, grazie a una norma del regolamento, hanno ottenuto la deroga dall'ufficio di presidenza per continuare ad avere dalla Camera personale gratis, stanze e soldi anche se il loro gruppo è rappresentato da un numero miserrimo di deputati. Tanto paga pantalone.

Un diamante è per sempre, dicevano. Anche un gruppo parlamentare, o almeno finchè dura la legislatura.

I gruppi parlamentari della Camera dei deputati, grazie all'appoggio della presidentessa Laura Boldrini, possono restare in vita, con tutti gli annessi vantaggi e risorse dedicate, anche se a farne parte sono in meno di venti - sì, perchè la norma prevede un tetto minimo di venti deputati per poter costituire gruppo parlamentare.

Un esempio, il gruppo parlamentare di Per l'Italia – Centro Democratico, gruppo ignoto ai più, presieduto da Lorenzo Dellai e fatto di fuggiaschi e reietti di Scelta Civica o personaggi in cerca di (nuovo) autore come Bruno Tabacci ed i suoi seguaci ex Partito democratico. Ebbene, stiamo parlando di uno sparuto manipolo di onorevoli, solo 13 deputati in tutto, quindi ben sotto la soglia prevista dal regolamento di Montecitorio per costituire gruppo. Appunto, malgrado abbia perso altri pezzi nelle ultime settimane, questo minuscolo gruppo continuerà ad esistere come tale. E, soprattutto, continuerà a percepire il contributo da parte della Camera per il proprio funzionamento e ad avere a disposizione personale interno ed esterno a Montecitorio, oltre a stanze ed uffici, merce particolarmente rara nel Palazzo da quando sono stati lasciati i locali dei palazzi Marini.

Vi domanderete, ma come è possibile ignorare la loro stessa norma? Semplice: basta farsi autorizzare. Ecco fatto, lo ha deciso proprio l'Ufficio di presidenza di Montecitorio, approvando la deroga (ovviamente con il solito, purtroppo ininfluente voto contrario dei componenti M5S e l'astensione di quelli di Forza Italia e Lega). In finale, la "scialuppa di salvataggio" è tutta per persone come Bruno Tabacci, che con il suo insignificante partito dal qualunquista nome "Centro Democratico" è entrato a far parte integrante del gruppo parlamentare con un obiettivo chiaro. Ed insegna la lezione: basta rappresentare una formazione politica che si è presentata autonomamente alle ultime elezioni e, secondo lui, ha diritto di tribuna alla Camera benchè abbia perso il numero minimo per fare il gruppo.

La situazione è ovviamente applicata anche da altri "furbetti" che costituiscono microgruppi a Montecitorio. Come i Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, che con solo otto deputati sono rappresentati a Montecitorio sotto la "guida" di Fabio Rampelli. O come la Lega Nord, che a Montecitorio conta solo diciassette onorevoli malgrado l'arrivo di Barbara Saltamartini, unica donna della minuscola formazione. Solito trucco: hanno meno di venti deputati ma, avendo corso alle elezioni politiche, si sentono in diritto di restare, a mantenersi stanze, personale e soldi. Viva la casta!

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

Letto 619 volte